Keystone
Estero
25.06.2019 - 23:360

La Russia riammessa al Consiglio d’Europa

L’Ucraina, in sostanza, dovrà farsene una ragione: dopo cinque anni, l’annessione russa della Crimea è stata ormai metabolizzata dagli europei a favore di più proficui rapporti con Mosca

La Russia è stata riammessa all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. L’Ucraina, in sostanza, dovrà farsene una ragione: dopo cinque anni, l’annessione russa della Crimea è stata ormai metabolizzata dagli europei a favore di più proficui rapporti con Mosca. Comprensibile la reazione indispettita dell’Ucraina, e quella preoccupata della Georgia che ha subito a sua volta le secessioni (pilotate da Mosca) dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud.

L’Assemblea parlamentare, in una seduta fuori dal comune durata otto ore, più del doppio del solito, ha deciso (118 sì, 62 no e 10 astensioni) di applicare una deroga speciale al proprio regolamento che permette alla delegazione russa di accreditarsi (domanda subito presentata). Delegazione che è stata anche alleggerita delle sanzioni che le erano state imposte, la cui rimozione era una condizione per rientrare in aula.

“Non si tratta di una vittoria diplomatica di Mosca, è una vittoria della ragione, perché l’Assemblea non può lavorare adeguatamente senza la partecipazione della delegazione russa”, ha commentato il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov.
In realtà la composizione del voto dice molto sullo stato delle relazioni fra la Russia e i singoli Paesi rappresentati al Consiglio (che è parte delle istituzioni dell’Unione europea). Paesi come Germania, Francia, Spagna e Italia hanno fatto blocco – sostenuti da Belgio, Austria e Olanda – spianando la strada alla Russia, mentre sul fronte orientale la situazione è marcata da un generale scetticismo con punte di chiusura assoluta. Come nel caso di Ucraina, Georgia, Polonia e Paesi baltici.

La delegazione ucraina ha reagito sospendendo la sua presenza all’Assemblea e annunciando di aver chiesto al parlamento di esprimersi sul possibile ritiro in blocco.  “Proprio nel 70º anniversario della fondazione il Consiglio d’Europa ha perso la sua credibilità e non può più svolgere il ruolo che gli fu assegnato dai padri fondatori”, ha lamentato il ministero degli Esteri ucraino.

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