Estero
09.05.2019 - 17:100
Aggiornamento : 19:33

Tangenti: spunta il nome di Lara Comi, che smentisce

I pm indagano sulla consulenza a una società riconducibile all'eurodeputata e coordinatrice provinciale di Forza Italia di Varese

Dalle settecento pagine dell'ordinanza di custodia del gip Raffaella Mascarino sulla nuova tangentopoli di Milano si viene a sapere che i pm antimafia Silvia Bonardi, Adriano Scudieri e Luigi Furno, coordinati dal capo della Dda Alessandra Dolci, stanno indagando anche su una serie di ''contratti di consulenza'' per 38mila euro ottenuti da ''una società riconducibile a Lara Comi'', eurodeputata e coordinatrice provinciale di Forza Italia di Varese. Consulenze che, si legge nella Occ, sarebbero arrivare dall'ente Lavoro e Formazione, Afol Città Metropitana, attraverso Giocacchino Caianiello, ritenuto il ''regista'' di un presunto sistema di tangenti e corruzioni, emerso con i 43 provvedimenti restrittivi di martedì scorso.

Il caso delle consulenze alla società di Lara Comi per i pm antimafia, stando a quanto scrive il sito del Corriere della Sera, sarebbe indicativo di come ''Caianello, il dominus del sistema curruttivo, sarebbe riuscito con disinvoltura, grazie proprio alla collaborazione di alcuni suoi uomini di stretta fiducia, ad estendere la sua influenza politica e, parallelamente, quella criminale ben oltre i confini della provincia di Varese''. Nella corposa Occ si legge che la cifra di 38mila euro sarebbe stata solo ''preliminare'' al ''conferimento di un più ampio incarico, che può arrivare a 80mila euro''. A proposito della ''caratura politica e del potere di cui gode'' Gioacchino Caianello, gli inquirenti sottolineano che aveva un costante contatto con tutti gli esponenti apicali del partito a livello regionale''. Nella richiesta di custodia cautelare i pm antimafia spiegano di aver registrato 18 conversazioni telefoniche tra Caianiello e il governatore lombardo Attilio Fontana (indagato per abuso d'ufficio), altrettante con la coordinatrice regionale di Forza Italia Maria Stella Gelmini e la deputata Giusy Versace, e oltre 90 con Lara Comi.

La replica

"Nel bel mezzo della mia campagna elettorale per le prossime elezioni europee leggo con stupore che un dispaccio di agenzia pubblica col condizionale la notizia del presunto coinvolgimento nella nota inchiesta in corso di una 'società riconducibile a Lara Comi' e di una 'società di Lara Comi' asserita destinataria di consulenze oggetto di indagine". Lo scrive in una nota Lara Comi, europarlamentare di Forza Italia e vice presidente del Parlamento europeo.

"Devo infatti precisare - aggiunge - che l'unica mia società di comunicazione è la Premium Consulting regolarmente denunciata all'interno della Dichiarazione di interessi finanziari dei deputati lettera D), a norma del Regolamento del Parlamento europeo e consultabile pubblicamente sulla pagina web del Parlamento europeo all'interno della voce 'dichiarazioni' presente sulla mia scheda di deputato. Tale società -conclude- non ha nulla a che spartire con le consulenze sotto inchiesta e non ve ne è nessun'altra a me riconducibile".

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