Federer R. (SUI)
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(7-6 : 6-3)
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ATP-S
HALLE GERMANY
Ultimo aggiornamento: 18.06.2019 19:50
Jussi Halla-aho (Keystone)
Estero
15.04.2019 - 20:550
Aggiornamento : 21:18

Elezioni, boom dell'ultradestra finnica

Domenica alle elezioni i 'Veri finlandesi' ha sfiorato di pochissimo un primato che avrebbe scioccato l'Europa, aprendo un'altra crepa nell'Ue

È un esperto di linguistica medievale entrato in politica per combattere contro quello che ritiene un rischio mortale per le nostre società, l'immigrazione, soprattutto musulmana. Jussi Halla-aho, diventato nel 2017 il leader dei "Veri Finlandesi", ha traghettato il partito verso posizioni di estrema destra e domenica alle elezioni ha sfiorato di pochissimo un primato che avrebbe scioccato l'Europa, aprendo un'ulteriore crepa nell'edificio comunitario.

Insieme ai danesi del Danks Folkeparti e alla tedesca Alternative für Deutschland, il suo partito 'Perussuomalaiset' è uno dei quattro cavalieri del sovranismo che una decina di giorni fa hanno siglato con il leader leghista italiano Matteo Salvini un patto in vista delle europee di maggio. A Milano Halla-aho ha spedito un suo luogotenente, Olli Kotro, candidato al Parlamento europeo a maggio e allineato in toto al suo leader nelle posizioni anti-migranti.

Un movimento, quello finlandese, che sembra inserirsi alla perfezione nella strategia salviniana. Il leghista punta a scompaginare gli attuali equilibri dell'Eurocamera, dove la Lega siede oggi nel gruppo Enf (insieme a Marine Le Pen), i Veri Finlandesi nel gruppo Ecr (con i popolari danesi e con i polacchi di Kaczynski, assenti però a Milano) mentre l'Afd sta nel gruppo Efdd (lo stesso di Farage e degli eurodeputati M5s).

Con le elezioni di domenica i nazionalisti finlandesi euroscettici si sono attestati sugli stessi livelli del 2015, al secondo posto dietro i centristi del premier uscente Juha Sipila. Allora le loro posizioni non erano così estreme ed entrarono anche a fare parte della compagine di governo, per poi uscirne due anni dopo con una scissione interna.

Alle europee del 2014 presero invece poco meno del 13% e a Strasburgo siedono con appena due eurodeputati, tra cui lo stesso Halla-aho. Se tra un mese bisseranno, come probabile, il risultato ottenuto domenica, ingrosseranno le loro fila, portando nuova acqua all'eventuale nuovo blocco sovranista.

Per capire la sintonia con la Lega italiana, almeno sul tema del controllo dei confini, basta andare a rileggere gli interventi a Strasburgo del leader. In uno degli ultimi, il 15 gennaio scorso durante una discussione sulla riforma del sistema d'asilo, Halla-aho sottolineava che "ciò che la maggior parte degli europei vuole è meno immigrazione, perché la massiccia immigrazione dal terzo mondo è dannosa per le nostre società".

Meno scontata invece la convergenza su altri temi, come quello della disciplina di bilancio, sulla quale i rigorosi nordici potrebbero al momento del dunque non essere tanto d'accordo con la voglia di flessibilità di spesa mediterranea.​

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