(Keystone)
Estero
05.04.2019 - 20:030

L'Ebola torna a fare paura in Congo

Stando all'Oms sono stati superati i 1'100 casi dallo scorso ottobre. Preoccupano i decessi avvenuti al di fuori dei centri sanitari

Ginevra – Appena venti giorni fa c'era un "cauto ottimismo" sull'andamento dell'epidemia di Ebola in Congo da parte dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ma è stato subito spento dai fatti. La stessa Organizzazione ha infatti reso noto oggi con un comunicato che nelle ultime tre settimane c'è stata una forte impennata dei casi, arrivati al livello più alto dallo scorso ottobre, quando è stato scoperto il primo focolaio, sulla spinta degli attacchi alle strutture sanitarie e di una grande diffidenza delle comunità locali alimentata anche da vere e proprie bufale.

"Negli ultimi 21 giorni - scrive l'Oms, secondo cui questa è già la seconda epidemia per grandezza dopo quella del 2014 - 57 aree sanitarie hanno riportato nuovi casi. Allo scorso due aprile un totale di 1100 casi sono stati riportati, con 690 morti. Il 58% dei pazienti è donna, e il 29% ha meno di 18 anni. Il numero di operatori sanitari contagiati è salito a 81, con 27 morti".

La risposta internazionale, sottolinea il comunicato, è rallentata dagli attacchi di bande armate ai centri di cura e dalla diffidenza di alcune comunità locali. "L'aumento del numero dei casi sottolinea le difficoltà ambientali della zona dove sta avvenendo l'epidemia, così come le sempre maggiori difficoltà che deve affrontare la risposta quotidianamente".

Il dato più allarmante, segnala l'Organizzazione, è che metà delle morti registrate la scorsa settimana è avvenuta fuori dei centri di trattamento, secondo i dati del ministero della Salute del Congo, e questo implica che c'è una possibilità molto maggiore di trasmissione del virus. A rallentare l'assistenza, in un'area di confine in cui imperversano bande armate, sono i ripetuti attacchi ai centri di cura, ma anche la diffidenza delle comunità.

Uno studio pubblicato da Lancet Infectious Diseases condotto nella zona dell'epidemia ha trovato che più del 25% di un campione di intervistati non crede nell'esistenza stessa del virus, mentre il 33% crede che l'epidemia sia stata scatenata dal governo per motivi finanziari e il 36% che sia stata provocata per destabilizzare la regione.

"C'è molta resistenza - racconta ad esempio Henri, un volontario di Save the Children incaricato di girare per le comunità al sito Reliefweb - perchè le persone pensano che Ebola è spaventoso, che è causato da spiriti cattivi. Altri pensano che è stato il governo a introdurlo per ridurre la popolazione. Avevamo paura a causa dei conflitti e perchè aspettavamo le elezioni, e questo ha contribuito ai fraintendimenti su Ebola". 

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