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Estero
24.02.2019 - 09:280

Maduro rompe con la Colombia

Annunciata l'interruzione di tutte le relazioni diplomatiche e politiche. Intanto continuano i problemi per far entrare gli aiuti umanitari

"Maduro non può rompere le relazioni diplomatiche che la Colombia non ha con lui. Il nostro governo non ha nominato un ambasciatore" in Venezuela, "né riconosciamo l'ambasciatore di Maduro da quando il suo mandato è terminato il 9 gennaio. È un semplice dittatore che occupa con la forza Miraflores". Lo scrive su Twitter la vicepresidente della Colombia, Marta Lucia Ramirez, dopo che il leader chavista aveva annunciato di rompere le relazioni con Bogotà, dando 24 ore di tempo ai diplomatici colombiani per lasciare il Venezuela.  "Mai un presidente della Colombia ha odiato tanto il Venezuela", ha detto dal canto suo il presidente colombiano, Ivan Duque, chiamandolo "diavolo". "Finora ho avuto pazienza perché amo il popolo colombiano, che è un popolo orfano", ha aggiunto Maduro, parlando a una folla di simpatizzanti riuniti a Caracas.

La giornata di ieri è stata particolarmente tesa in Venezuela, dov'è stata registrata la morte di almeno quattro persone a Santa Elena de Uairen, località a 20 km dal confine con il Brasile, uccise dai "colectivos" (gruppi irregolari chavisti) che sparano sui manifestanti. Lo ha detto Alfredo Romero, direttore della ong Foro Penal, aggiungendo che i feriti sono almeno 18.

Arrivano gli aiuti ma non possono passare

Problemi si sono verificati anche con gli unici due camion con aiuti umanitari che avevano varcato il confine fra il Brasile e il Venezuela, senza però addentrarsi in territorio venezuelano, a causa di un posto di blocco della Guardia Nazionale. I convogli sono infatti ritornati in territorio brasiliano a causa della situazione di violenza creatasi nello Stato venezuelano di Bolivar. Lo hanno reso noto fonti locali da Pacaraima, nello stato brasiliano di Roraima - dove è stata depositata l'assistenza umanitaria per il Venezuela raccolta in Brasile -, citate dai media locali.

L'arrivo dei due camion in territorio venezuelano era stato annunciato oggi dal ministro degli Esteri brasiliano, Ernesto Araujo - che li aveva accompagnati fino al confine - e dal presidente del Parlamento venezuelano che ha assunto i poteri dell'Esecutivo, Juan Guaidò, che lo aveva definito "un grande risultato".

Santa Elena de Uarein, a una ventina di kilometri da Pacaraima ma in territorio venezuelano, è stata il teatro di una brutale repressione da parte delle forze di sicurezza e dei "colectivos" (gruppi irregolari chavisti), che ha lasciato un bilancio di almeno 4 morti e decine di feriti.

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