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Estero
10.02.2019 - 08:480
Aggiornamento : 09:04

Iniziata la demolizione del Ponte Morandi

Sotto l'occhio vigile dei tecnici (e dei curiosi), l'impalcato del moncone ovest tra le pile 7 e 8 del viadotto è stato sollevato

Dopo una giornata intera di lavori preparatori, la scorsa notte poco prima delle 24 l'impalcato del moncone ovest tra le pile 7 e 8 del viadotto Morandi a Genova è stato sollevato. Per i tecnici era il momento più delicato. E' stato questo il segnale tangibile che la demolizione del ponte stava compiendosi, avviando la fase che porterà alla ricostruzione del ponte e alla rinascita della città, spezzata in due dal 14 agosto scorso, quando il crollo di parte del ponte fece 43 vittime, feriti, sfollati e danni all'economia di una regione.

Una volta sollevata quella che una volta era parte della carreggiata del viadotto sono cominciati i lavori per "liberarla" dal resto della struttura: è stato tagliato tutto ciò che la univa al ponte e poi è cominciata la discesa a terra. La demolizione. Lo smontaggio della trave era iniziato ieri alla presenza del premier italiano Giuseppe Conte, del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, del viceministro Edoardo Rixi, del sindaco di Genova e commissario Marco Bucci e del governatore della Regione Liguria Giovanni Toti.

Sotto gli occhi attenti dei tecnici delle ditte Omini e Fagioli, responsabili della demolizione del Morandi, e sotto gli sguardi di curiosi che si sono avvicinati alla zona "armati" di binocoli e macchine fotografiche per scrutare e immortalare come mutava lo skyline della Valpolcevera, l'impalcato è stato calato. Un'operazione lenta e monitorata momento per momento, per ricercare la massima sicurezza, che ha conosciuto anche momenti di stop e di ripartenze.

"Ma non ho mai avuto dubbi che qualcosa potesse andare storto, anche se questa operazione è stata più complessa di quella compiuta sulla Concordia", ha detto Emilio Omini. Alla fine, dopo oltre 10 ore di discesa, quel manufatto da circa 900 tonnellate, lungo 36 metri e largo 18, ha percorso 48 metri per arrivare a quota zero, dove si è appoggiato a dei sostegni. Erano le 18,20. Ha "viaggiato" a una velocità media di 5 metri all'ora, accompagnato dalla bandiera di Genova, la croce di San Giorgio, una croce rossa in campo bianco. "La bandiera di Genova sul primo pezzo di ponte Morandi che è stato smontato rappresenta il nostro orgoglio e la nostra voglia di ripartire più forti di prima", ha detto il governatore Giovanni Toti.

Sul fronte dell'inchiesta, la relazione dei tecnici svizzeri che hanno analizzato i reperti del viadotto parla di "corrosione di diversi gradi" e di "un processo di degrado in atto da molto tempo". Intanto il secondo incidente probatorio, quello sulle vere e proprie cause del crollo del ponte Morandi, potrebbe essere chiesto a breve. E' quanto trapela da palazzo di giustizia. L'accelerata è legata all'allungarsi dei tempi del primo accertamento che rischia di chiudersi a giugno inoltrato in base alle esigenze dei periti del giudice per le indagini preliminari e i consulenti di procura, indagati e parti civili. A questa seconda richiesta è legato anche il numero di indagati destinato ad allungarsi inevitabilmente per consentire loro di partecipare alle operazioni peritali.

"Non è un lavoro semplice - sottolinea il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi - ma il cerchio sta per stringersi. Bisogna capire con esattezza fino a che periodo spingersi indietro e individuare chi faceva cosa in quel periodo e chi fosse a conoscenza dell'ammaloramento del viadotto. Ma questo tipo di lavoro è già a buon punto".

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