Estero
22.01.2019 - 08:450

Schiava del web: famiglia barricata in casa da due anni e mezzo

Padre, madre quarantenni, e due figli adolescenti, si nutrivano di merendine senza mai staccarsi da computer e smartphone.

Chiusi in casa da due anni e mezzo. Non è una storia di un sequestro, ma quella di una famiglia pugliese che aveva scelto di non uscire più perché letteralmente schiava del web. La drammatica – e inquietante – vicenda è stata raccontata da La Gazzetta del Mezzogiorno e arriva dal nord del Salento. Sul quotidiano si legge che un’intera famiglia, composta da quattro persone, per quasi tre anni si è rintanata in casa senza uscire mai, arrivando a nutrirsi solo di merendine, biscotti e dolciumi vari. Passavano le loro giornate incollati al pc o agli schermi dei loro smartphone, senza riuscire a staccarsi mai. L’intero nucleo familiare è stato colpito da quella che è conosciuta come “sindrome di Hikikomori”. La parola in giapponese significa “isolarsi”. Si tratta, infatti, di una dipendenza psichiatrica patologica che colpisce di solito gli adolescenti. Lui è un uomo di 40 anni, lei una donna di 43. I loro figli hanno uno 15 e una nove anni. Era lei a provvedere ad acquistare il cibo (dolciumi vari, niente di più) per l’intera famiglia. Questo perché solo la bambina negli ultimi due anni e mezzo varcava la soglia di casa. Andava a scuola, ma le sue condizioni erano pessime. A far scattare l’allarme è stata proprio la salute della bambina. I suoi insegnanti hanno notato che la ragazzina arrivava in classe la mattina trasandata e le sue condizioni igieniche peggioravano giorno dopo giorno. La scuola a quel punto ha allertato i servizi sociali che si sono attivati scoprendo la famiglia di zombie.

A casa genitori e figli continuavano a giocare online ininterrottamente. Solo una manciata di pause al giorno, ma mai per sedersi attorno al tavolo a pranzare o cenare insieme. Anche le condizioni igieniche in cui versava la famiglia erano pessime: i quattro non si lavavano e anche la casa era ridotta a un immondezzaio. I corpi dei quattro erano trascurati fino all’inverosimile. Gli operatori hanno scoperto i piedi pieni di piaghe, i corpi magri, denutriti e malridotti. Addirittura alcune ferite curate male che stavano degenerando. Secondo quanto si legge ancora sul giornale, il 15enne ha rischiato di cedere al gioco-trappola del Blu Whale, che porta gli adolescenti a suicidarsi per sfida. La condizione psicologica del ragazzo era molto precaria. Anche fisicamente il giovane stava malissimo, tanto da dover iniziare delle sedute di fisioterapia per ricominciare a muovere gli arti. Il ragazzo è stato per così tanto tempo immobile che i suoi arti erano completamente anchilosati. Nel corso dei due anni e mezzo i suoi piedi sono cresciuti, ma lui ha continuato a usare le scarpe vecchie, troppo piccole. Così i suoi piedi si sono deformati. Lui e la sorellina sono stati ora affidati a una casa famiglia che si prenderà cura di loro, accompagnati anche da un team di psicoterapeuti. Anche i genitori sono stati affidati a cure psichiatriche specialistiche: il percorso per uscire dalla dipendenza dal web è lungo, ma gli psicoterapeuti faranno di tutto per aiutarli.


 

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