(Keystone)
Estero
23.12.2018 - 21:310

Trump-Mattis, presidente furibondo

L'allontanamento del capo del Pentagono scatena l'ira del numero uno della Casa Bianca. E intanto Macron biasima il ritiro delle truppe USA dalla Siria

La furia di Donald Trump contro Jim Mattis. La copertura mediatica positiva ricevuta dal capo del Pentagono, che si è dimesso in aperto disaccordo con la politica estera della Casa Bianca e il ritiro dalla Siria, scatena l’ira del presidente: in un gesto a sorpresa, Trump caccia Mattis dall’amministrazione due mesi prima del previsto e nomina il suo vice, Patrick Shanahan, facente funzioni dal 1° gennaio. Non accenna ad allentarsi neanche all’estero la bufera innescata dall’annuncio del ritiro delle truppe americane dalla Siria. A criticare apertamente il tycoon è il presidente francese Emmanuel Macron. "Un alleato deve essere affidabile, deploro profondamente la decisione sulla Siria" degli Stati Uniti, dice Macron in visita in Ciad. Le polemiche contro Trump proseguono anche in casa, dove in un raro spirito bipartisan la politica americana critica la decisione presidenziale. "E’ un bel regalo di Natale per Vladimir Putin e per l’Iran" attacca il senatore democratico Chris Coons. "Ho parlato con Mattis è l’ho supplicato di restare il più a lungo possibile" gli fa eco Dick Durbin, il numero due dei democratici in Senato. "Sono in profondo disaccordo con il ritiro" aggiunge il senatore repubblicano Pat Toomey, secondo il quale la lettera di dimissioni di Mattis mette in evidenza le forti divergenze sui temi di politica estera fra Trump e il suo partito. Nel dimettersi il capo del Pentagono ha respinto in modo secco e deciso la visione del mondo di Trump, dipingendola come una minaccia al paese. Mattis ha criticato soprattutto il trattamento riservato da Trump agli alleati. Un’analisi che al tycoon non è andata giù, soprattutto perché cavalcata dai media che hanno descritto Mattis come l’ultimo adulto alla Casa Bianca. Mattis avrebbe dovuto lasciare l’amministrazione il 28 febbraio favorendo così una transizione dolce. Ma Trump non vuole vederlo neanche un giorno in più dello strettamente necessario e lo caccia dal 1° gennaio, quando il posto di Mattis sarà preso dal suo vice Shanahan, in precedenza manager di Boeing. Su Twitter Trump replica a Mattis: "gli ho dato una seconda chance" dopo che è stato cacciato dall’ex presidente Barack Obama. "Gli ho dato anche tutte le risorse che non ha mai avuto" aggiunge il tycoon, precisando che "gli alleati sono molto importanti, ma non quando si approfittano degli Stati Uniti". Poi rincara la dose. Descrivendo una lunga e produttiva telefonata con il presidente turco Recip Tayyip Erdogan, Trump parla di "lento e altamente coordinato ritiro delle truppe americane dall’area", cercando di sgombrare il campo da dubbi su un ritiro improvviso. La successione al Pentagono piomba sulla Casa Bianca nel mezzo di uno shutdown che potrebbe durare fino agli inizi del prossimo anno, esponendo Trump ancora più a critiche per il ’caos’ creato negli ultimi giorni. Il successore di Mattis, stando a quanto anticipato da Trump su Twitter, sarà Patrick Shanahan, attuale vice dell'uscente. L'ex manager del gigante Boeing entrerà in carica con l'anno nuovo.

 

 

 

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