Estero
14.09.2018 - 10:380
Aggiornamento 13:04

Un mese fa il crollo del ponte Morandi. Genova non dimentica

Lo scorso 14 agosto la struttura autostradale collassò su se stessa causando 43 morti

"14 settembre, un mese esatto dal crollo del #pontemorandi. Oggi il pensiero di tutti noi è per le 43 vittime, per le loro famiglie, per i feriti, per i genovesi che hanno perso la loro casa. Oggi il pensiero di tutti noi è per Genova, che non dimentica, che non si arrende, che si rialzerà". Lo ha scritto il governatore della Liguria e commissario per l'emergenza Giovanni Toti sulla sua pagina Facebook.

Sullo stesso social ha scritto anche Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati."Un mese fa il crollo del ponte Morandi, un tonfo, la polvere, quarantatré vite spezzate. Abbiamo pianto, abbiamo pregato e ora è il tempo della ricostruzione. Genova aspetta. Ma ad oggi non c'è un commissario e non ci sono risorse certe. Il governatore Toti e il sindaco Bucci chiedono velocità, ma il governo dopo 30 giorni ancora non ci dice chi ricostruirà il viadotto".

Alle 11.36 con il triplice fischio d'ordinanza, sono state ammainate le bandiere della Repubblica, dell'Europa e di Genova sulla facciata della Regione Liguria e dei palazzi istituzionali genovesi. Per rendere omaggio alle 43 persone morte nel disastro, con il cielo lacerato dalle sirene delle navi e dai rintocchi delle campane, i genovesi si sono fermati: i negozi hanno abbassato le saracinesche, taxi e bus hanno spento i motori, la gente in strada è rimasta in raccoglimento. L'Aula della Camera ha osservato un minuto di silenzio: tutti i deputati in piedi hanno partecipato ad un applauso unanime.

In mezzo a piazza De Ferrari alcuni figli delle vittime mischiati a decine di giovanissimi atleti genovesi, accompagnati dagli allenatori e dai dirigenti delle società si sono riuniti in un girotondo. "Ci è sembrato doveroso
invitare il mondo dello sport a partecipare a questo momento così importante", ha spiegato Rino Zappalà, delegato Coni di Genova.

Il 14 agosto scorso la notizia del crollo della struttura autostradale – avvenuto alle 11.36 –, aveva scosso il mondo. E nel corso dei trenta giorni successivi, in Italia, allo sbigottimento e al dolore sono subentrate le accuse, le controaccuse, le polemiche. Ma si è anche deciso di agire: proprio oggi sono iniziati i sopralluoghi e le operazioni propedeutiche all'installazione delle gru e delle apparecchiature di controllo dei sensori sui monconi del viadotto. Compiti complessi, svolti dai vigili del fuoco e dai tecnici delle ditte specializzate, con la supervisione dei tecnici della Commissione nominati dalla Regione Liguria. Verranno eseguiti test per la sicurezza e individuate le basi topografiche per i rilevamenti e la raccolta dei dati.

Nelle ultime ore sono emersi particolari anche sulla ricostruzione: “Nell'apposito decreto c'è un passaggio molto chiaro che dice che i soldi saranno messi da chi ha fatto crollare il ponte, che non lo ricostruirà", ha affermato  il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli ad Agorà su Rai3, ribadendo che Autostrade "non metterà neanche un sassolino, una mattonella" del nuovo ponte perché "aveva per obbligo di legge il dovere di farlo rimanere in piedi e non lo ha fatto per trascuratezza. Come facciamo farlo ricostruire a loro?". Autostrade "ha fatto un disastro", ha detto ancora.

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