Hassan Nasrallah
(Keystone)
Estero
06.09.2018 - 18:560
Aggiornamento : 19:38

Israele e il muro al confine col Libano

Lo scopo è proteggere la popolazione dalle infiltrazioni e minacce di Hezbollah

Un muro difensivo, per ora, di 11 chilometri alla frontiera nord di Israele contro le minacce degli Hezbollah. In un incontro con i giornalisti stranieri in una base militare nel nord del Paese, una fonte dell'esercito ha raccontato come Israele si prepara a fronteggiare il pericolo crescente per la Galilea rappresentato dalle milizie sciite di Hassan Nasrallah e dalla loro sempre più evidente collusione con le forze armate regolari libanesi.

Il Muro, alto 9 metri - ha precisato lo stesso ufficiale - ha lo scopo di "proteggere le popolazioni israeliane a ridosso del confine e di evitare infiltrazioni in Israele. "Noi - ha detto indicando vari villaggi libanesi al di là della frontiera, ad un passo dalla base - prendiamo molto sul serio le minacce di Hezbollah". Poi ha ammonito: "qualunque delle loro forze provi ad infiltrarsi nel nostro territorio, non tornerà indietro viva".

Negli ultimi 12 anni - ha spiegato - la milizia sciita, nonostante la presenza dell'Unifil (forza di interposizione Onu), ha fatto del sud Libano una piattaforma armata, missili compresi, contro Israele. E questo malgrado la Risoluzione Onu 1701 preveda sotto il fiume Litani la presenza solo dell'esercito regolare libanese.

Secondo l'ufficiale, con la sua partecipazione alla guerra in Siria, accanto all'Iran e all'esercito russo, Hezbollah ha "rafforzato la propria capacità offensiva". Per questo Israele guarda con grande attenzione all'unità di elite 'Radwan' a cui, secondo l'ufficiale, Nasrallah potrebbe ordinare in caso di ostilità di attaccare all'interno della Galilea "uccidendo il più possibile nelle comunità israeliane".

Del resto - ha denunciato l'ufficiale - Hezbollah si è arroccata nei villaggi vicino al confine: a Aita a-Shaab, Bint Jbel, Marun a-Ras, tutti paesi sciiti, vicini alla base, sono stanziate unità militari - incaricate di respingere una eventuale avanzata di forze israeliane - e scavati tunnel e bunker. In quegli stessi villaggi e altrove - ha insistito l'ufficiale - gli Hezbollah "si muovono in borghese, si spostano anche con l'esercito libanese, a volte vestono la sua divisa, e addirittura hanno creato lungo il confine postazioni avanzate spacciandole per l'iniziativa ambientalista 'Green without borders'".

A chi gli domanda come si comporterà Israele con l'esercito regolare libanese, l'ufficiale ha risposto senza esitazioni e senza sconti: "durante la guerra del 2006, si è tenuto in disparte e non è stato colpito. Ma ora se agisse con Hezbollah, sarebbe colpito allo stesso modo". Israele per ora esclude la possibilità di una guerra, ma il Muro - che il Libano ha denunciato come provocazione - ha un potere deterrente innegabile. Nella parte che corre dal mare di Rosh HaNiqra verso l'interno sembra una barriera invalicabile (disseminata di telecamere monitorate da soldati e sensori) contro le infiltrazioni in territorio ebraico.

Mentre l'ufficiale da una collinetta nella parte più alta della zona israeliana, ne indica ai giornalisti le caratteristiche, da una torretta oltre frontiera, a poche decine di metri, soldati libanesi e uomini in borghese fotografano chiunque. In questa area di Rosh HaNiqra - ha spiegato l'ufficiale - i rapporti con l'esercito libanese "sono costanti" e alla presenza dell'Unifil. Tutti (israeliani e libanesi) siedono attorno allo stesso tavolo, ma ciascuno di loro parla solo con l'Unifil. "Noi ci coordiniamo con l'esercito libanese perché un esercito libanese forte è nell'interesse di Israele".

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