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08.08.2018 - 21:16

Aborto legale, il senato argentino verso la bocciatura

Numerosi gli ostacoli nel dibattito sull'interruzione volontaria della gravidanza. Fuori dal parlamento manifestazioni pro e contro l'approvazione

di Ats

Il Senato argentino ha dato il via oggi ad un dibattito su un progetto di legge riguardante l'interruzione volontaria della gravidanza che, approvato in giugno di stretta misura alla Camera (129 a 125) incontra, in questo nuovo e definitivo esame, numerosi ostacoli.

Prima dell'inizio dei lavori, infatti, 38 dei 72 senatori che integrano l'aula hanno dichiarato di essere contrari all'approvazione del provvedimento, mentre 31 si sono invece espressi a favore.

Il tema, che in Argentina ha forti implicazioni sociali e religiose, oltre che politiche, ha spaccato trasversalmente tutti i partiti per cui nel dibattito cominciato in mattinata si sono iscritti a parlare ben 61 oratori e questo ritarderà il voto fino ad oltre la mezzanotte locale (le 5 del mattino svizzere).

Il presidente della Repubblica Mauricio Macri, che aveva annunciato di non avere intenzione di porre il veto sull'eventuale legge approvata, ha mantenuto una posizione neutrale ribadendo oggi che qualunque sarà il risultato, "avrà prevalso la democrazia".

Che il tema sia particolarmente sentito lo dimostra anche la forte mobilitazione della piazza a sostegno e contro il progetto di legge. Gli organizzatori della "Campagna per il diritto all'aborto legale", caratterizzata da un fazzoletto verde, hanno promesso una manifestazione più grande di quella che il 13 giugno fece sfilare nelle strade della capitale un milione di persone.

Ma anche i militanti dei movimenti cattolici ed evangelici, ed i fautori del no in generale, che si riconoscono per un fazzoletto azzurro, hanno deciso di "manifestare in massa" nella zona del Parlamento. I manifestanti di opposta opinione saranno divisi da una piazza e la polizia ha collocato una importante infrastruttura metallica per impedire che possano venire a contatto.

La chiesa argentina ha mobilitato tutte le sue strutture di base a livello nazionale per impedire l'approvazione della legge e il cardinale Mario Poli, arcivescovo di Buenos Aires, ha raccomandato ai senatori dal pulpito della basilica di San Cayetano di "votare a favore della vita".

Di fronte ai calcoli che rendono possibile un rigetto della legge, i sostenitori del sì sperano che il gran numero di manifestanti riuniti davanti all'edificio del Parlamento possano convincere alcuni senatori a cambiare idea.

Manifestazioni favorevoli all'approvazione della legge si sono svolte davanti a molte ambasciate argentine in America latina, Europa ed Asia. E nello stesso senso si sono espressi anche l'organizzazione umanitaria Human Rights Watch e molti esponenti dello spettacolo.

Dagli Stati Uniti, l'attrice Susan Sarandon, via Twitter ha sottolineato che "la criminalizzazione dell'aborto non evita che le donne abortiscano, ma fa solo sì che siano costrette a farlo in luoghi insicuri e clandestini".

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