Estero
13.06.2018 - 21:220

Europa, le etichette alimentari siano comuni

Lo chiede un'indagine condotta da dieci associazioni dei consumatori che aderiscono all'organizzazione ombrello Ue Beuc

Quando un alimento "esibisce sulla confezione termini come 'artigianale', 'naturale', 'fatto in casa' è probabilmente più industriale di quanto si possa pensare". È la conclusione dell'indagine condotta da dieci associazioni dei consumatori di tutta Europa, aderenti all'organizzazione ombrello Ue Beuc.

Il rapporto raccoglie molti esempi, come quello scovato in Italia da Altroconsumo di una crema di carciofi 'naturale', con aromi, estratti di lievito e solo il 2,7% di carciofi. Oppure pagnotte, pasta e biscotti definiti 'integrali' con molta fantasia, perché solo in tre Paesi Ue - Italia, Spagna, Olanda - la legge stabilisce che per essere definito tale il pane deve usare solo farina 100% integrale.

E ancora, bevande che esibiscono sulla confezione ananas e cocco mentre questi frutti non costituiscono nemmeno un terzo del prodotto. "È urgente - commenta la direttrice generale di Beuc Monique Goyens - che le istituzioni Ue pongano fine a queste pratiche ingannevoli e che gli stati membri si assicurino che i produttori di alimenti rispettino le norme".

Beuc chiede definizioni comuni a livello Ue di termini comunemente usati sulle etichette, come 'tradizionale', 'artigianale' o 'naturale'. Poi domanda di fissare livelli minimi di contenuto di cereali integrali per l'uso dell'indicazione 'integrale'. E, infine, di definire un contenuto minimo di frutta per i prodotti che la pubblicizzano sulla parte anteriore della confezione, dove andrebbe visualizzata anche la percentuale effettiva di frutta nel prodotto

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