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Ultimo aggiornamento: 14.11.2018 20:31
Keystone
Estero
30.01.2018 - 21:190

Sulla 'Putin-list' appaiono 210 politici e oligarchi

Nell'elenco di nomi approvato dal Congresso Usa in vista di nuove sanzioni ci sono, fra gli altri, Abramovich e Medvedv, ma non il presidente russo

Il Tesoro americano ha diffuso la 'Putin-list' con i nomi degli oligarchi russi vicini al presidente russo Vladimir Putin che potrebbero essere oggetto di sanzioni. Nella lista figurano 210 nomi, di cui 114 uomini politici e 96 oligarchi. Fra questi ultimi Roman Abramovich, il fondatore del colosso industriale Oleg Deripaska e l'uomo d'affari Vladimir Potanin. La redazione della cosiddetta 'Putin-list' era prevista dalla legge approvata dal Congresso degli Stati Uniti per varare nuove sanzioni per le interferenze della Russia sulle elezioni del 2016.

Tra le 114 figure politiche incluse nel Rapporto Cremlino si conta l'intero governo russo, a partire dal premier Dmitri Medvedv. Di fatto manca solo il presidente Vladimir Putin. 'All'indice' vengono messi il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, il capo dell'amministrazione presidenziale Anton Vaino, il primo vice premier Igor Shuvalov (nonché gli altri vice premier) e tutti i ministri, incluso il ministro degli Esteri Serghei Lavrov.

"Questa non è la prima volta che affrontiamo azioni piuttosto ostili contro di noi quindi dovremmo tenere a bada le nostre emozioni, considerare tutto e quindi formulare una posizione su questo tema", ha detto Dimitri Peskov. Che poi ha sottolineato: "Se si legge questo documento e il suo titolo, si vedrà che la lista viene stilata in conformità con la legge per "contrastare gli avversari dell'America". "In pratica, l'intero gruppo di persone [menzionato nella lista] è descritto come nemico degli Stati Uniti". Peskov si è poi detto "indifferente" alla sua inclusione nella 'Putin list'.

"Che peccato, mi dispiace...", ha invece risposto Vladimir Putin a chi gli faceva notare che nella 'Putin List' praticamente mancava solo lui. "Questa lista - ha detto - non ha senso, c'è tutto il governo, l'amministrazione, gli imprenditori... praticamente hanno incluso 146 milioni di russi. È chiaro che serve a contenere il nostro sviluppo. Noi, nonostante tutto, andiamo avanti e per ora non risponderemo: dobbiamo vedere come evolve la situazione".

Putin ha poi sottolineato come quest'ultimo 'libro nero' renda "più complicato il rapporto fra Stati Uniti e Russia" quando invece Mosca è intenzionata a "migliorare" le relazioni con gli Usa poiché, trattandosi di due potenze nucleari, a beneficiarne è "il mondo intero". Il presidente russo ha poi ribadito che negli Usa è in atto "uno scontro politico, un attacco contro il presidente eletto", e che questa situazione sta danneggiando i rapporti fra Russia e Usa.

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