La Chaux de Fonds
3
Turgovia
2
3. tempo
(2-0 : 1-1 : 0-1)
GCK Lions
6
Zugo Academy
0
3. tempo
(3-0 : 2-0 : 1-0)
Langenthal
2
Lakers
1
3. tempo
(1-0 : 0-1 : 1-0)
Olten
1
Ticino Rockets
1
3. tempo
(0-0 : 1-0 : 0-1)
Visp
5
Winterthur
0
3. tempo
(1-0 : 3-0 : 1-0)
La Chaux de Fonds
LNB
3 - 2
3. tempo
2-0
1-1
0-1
Turgovia
2-0
1-1
0-1
1-0 SCHWARZENBACH
3'
 
 
2-0 KUNG
6'
 
 
 
 
34'
2-1 SPILLER
3-1 ZUBLER
40'
 
 
 
 
44'
3-2 SPILLER
3' 1-0 SCHWARZENBACH
6' 2-0 KUNG
SPILLER 2-1 34'
40' 3-1 ZUBLER
SPILLER 3-2 44'
Ultimo aggiornamento: 18.02.2018 19:22
GCK Lions
LNB
6 - 0
3. tempo
3-0
2-0
1-0
Zugo Academy
3-0
2-0
1-0
1-0 MIRANDA
4'
 
 
2-0 ROSSI
16'
 
 
3-0 MIRANDA
20'
 
 
4-0 LERCH
24'
 
 
5-0 HINTERKIRCHER
39'
 
 
6-0 PUIDE
43'
 
 
4' 1-0 MIRANDA
16' 2-0 ROSSI
20' 3-0 MIRANDA
24' 4-0 LERCH
39' 5-0 HINTERKIRCHER
43' 6-0 PUIDE
Ultimo aggiornamento: 18.02.2018 19:22
Langenthal
LNB
2 - 1
3. tempo
1-0
0-1
1-0
Lakers
1-0
0-1
1-0
1-0 BRENT
11'
 
 
 
 
31'
1-1 BREM
2-1 RUEGSEGGER
51'
 
 
11' 1-0 BRENT
BREM 1-1 31'
51' 2-1 RUEGSEGGER
Ultimo aggiornamento: 18.02.2018 19:22
Olten
LNB
1 - 1
3. tempo
0-0
1-0
0-1
Ticino Rockets
0-0
1-0
0-1
1-0 GRIEDER
36'
 
 
 
 
47'
1-1 JURI
36' 1-0 GRIEDER
JURI 1-1 47'
Ultimo aggiornamento: 18.02.2018 19:22
Visp
LNB
5 - 0
3. tempo
1-0
3-0
1-0
Winterthur
1-0
3-0
1-0
1-0 HEIM
9'
 
 
2-0 HEYNEN
29'
 
 
3-0 CAMPERCHIOLI
34'
 
 
4-0 FURRER
37'
 
 
5-0 HEIM
46'
 
 
9' 1-0 HEIM
29' 2-0 HEYNEN
34' 3-0 CAMPERCHIOLI
37' 4-0 FURRER
46' 5-0 HEIM
Ultimo aggiornamento: 18.02.2018 19:22
(Wikipedia)
Il Campidoglio, sede del Congresso Usa
Estero
19.01.2018 - 21:030

Usa: battaglia al senato, il governo rischia la chiusura

Verso la sospensione dei servizi amministrativi federali. Democratici sulle barricate perché non è stato raggiunto un accordo sui dreamer

Già a picco nei sondaggi, Donald Trump rischia di chiudere il suo primo anno di presidenza anche con un imbarazzante shutdown, ossia la chiusura degli uffici amministrativi federali, partendo da quelli meno essenziali. Sarebbe il primo con un partito che controlla entrambi i rami del parlamento. L’ultima "serrata" obbligata, durata 16 giorni, si verificò nel 2013, quando i repubblicani tentarono di cambiare l’Obamacare.

Ora sono i democratici sulle barricate, perché non è stato raggiunto un accordo sui dreamer dopo che Trump ha cancellato il programma di Obama per la loro protezione (Daca), né su altre loro priorità, come il rinnovo della copertura sanitaria per nove milioni di bambini (Chip).

Ieri la Camera ha approvato con 230 sì contro 197 no un rifinanziamento breve, il terzo da ottobre, della legge di bilancio per evitare lo shutdown dalla mezzanotte di oggi (le 6 di domani mattina in Svizzera). I repubblicani sono riusciti a fare quadrato solo dopo che lo speaker Paul Ryan ha promesso ad un influente blocco di conservatori di votare in futuro provvedimenti separati per rafforzare le forze armate e inasprire le leggi sull’immigrazione.

Diverso lo scenario al Senato, chiamato a votare oggi e dove il Grand Old Party, avendo solo 51 dei 60 voti necessari, ha bisogno dei dem, rimasti però fermi sulle loro posizioni. Trump ha quindi rinviato all’ultimo momento la partenza per la sua residenza di Mar-a-Lago, dove nel weekend è in programma una serata di festeggiamenti per il suo primo anno alla Casa Bianca che potrebbe diventare amara.

Il presidente ha fatto pressing in vari modi, con telefonate e tweet in cui ha accusato i democratici di volere "l’immigrazione illegale e confini deboli". Poi ha giocato l’ultima carta, invitando alla Casa Bianca il leader dem al Senato Charles Schumer per tentare di raggiungere un accordo in extremis ed evitare lo shutdown. Nel frattempo l’amministrazione si è preparata al peggio e i vari rami del governo sono stati messi in allerta per preparare piani di emergenza.

È stato comunque lo stesso Trump a compromettere i negoziati bipartisan per una legge di bilancio a lungo termine che doveva contemperare le sue priorità (muro, riforma dell’immigrazione) con quelle dei dem (dreamer): a far saltare tutto sono state le sue reazioni ad una bozza di accordo, quando è stato accusato di razzismo per il disprezzo manifestato verso gli immigrati da certi "cessi di Paesi", come hanno riferito alcuni deputati democratici presenti. Un episodio che ha fatto crollare ogni fiducia reciproca trasformando il dialogo sullo shutdown in un vero e proprio showdown in un Paese sempre più diviso e polarizzato.

Prima di telefonare a Schumer, Trump confidava nella convinzione di poter scaricare la colpa di un eventuale shutdown sui democratici, anche in vista delle elezioni di midterm a novembre. Ma in genere a pagare pegno è il partito al governo, come conferma un sondaggio Washington Post/Abc, secondo cui il 48% degli americani attribuirebbe la responsabilità ai repubblicani mentre solo il 28% ai democratici (il 18% ad entrambi i partiti). L’opposizione tuttavia non può pensare di costruire una rivincita solo facendo campagna contro Trump e per ora non sembra avere nuovi leader, né nuove strategie.

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