Estero
07.12.2017 - 09:350

Manette al nipote per l'avvelenamento da tallio (il veleno di Agatha Christie)

I carabinieri hanno proceduto all’arresto di Mattia Del Zotto, nipote delle persone avvelenate mortalmente dal solfato di tallio dopo aver trovato in casa sua a Nova Milanese cinque confezioni della sostanza. Lo hanno indicato gli investigatori milanesi, precisando che sono state trovate anche le ricevute del relativo acquisto. Le confezioni, per complessivi 60 grammi, sono state acquistate a Padova. I carabinieri hanno trovato anche sul cellulare del giovane conversazioni in cui lui fa riferimento alle ricevute dell’acquisto. Gli inquirenti sono risaliti al 27enne seguendo le tracce di un account di posta elettronica col nome falso "Davide Galimberti" e i tabulati telefonici del suo cellulare. Grazie a queste indagini è stata ricostruita la trattativa con una azienda chimica di Padova per l’acquisto del solfato di tallio. "Abbiamo proceduto all’arresto per scongiurare altre possibili vittime", hanno aggiunto i carabinieri. L’uomo avrebbe affermato di aver agito "per punire soggetti impuri e non voglio collaborare". Un ragazzo schivo, appassionato di elettronica e informatica, ma da tempo sotto pressione perché non trovava lavoro. Questo il ritratto fatto dai vicini di casa del 27enne arrestato dai carabinieri di Desio (Monza) con l’accusa di aver avvelenato a morte i nonni materni e una zia e poi altri cinque membri della sua famiglia, di cui quattro sono ancora ricoverati.

Il veleno di Agatha Christie

Il tallio, sostanza che un giovane di 27 anni avrebbe utilizzato per uccidere i nonni e una zia a Desio (Monza) mandando in ospedale altre 5 persone, e' un veleno che colpisce raramente in Italia, ma una volta entrato nell'organismo e' molto difficile da eliminare. Lo afferma Carlo Locatelli, direttore del Centro Nazionale di Informazione Tossicologica della Fondazione Maugeri di Pavia. Peraltro il tallio come arma di un delitto è anche al centro di un romanzo (Un cavallo per la strega) della scrittrice inglese Agatha Christie, che avrebbe tratto l'idea dalla sua esperienza di farmacista. "Nel nostro centro abbiamo al massimo un caso l'anno, anzi forse meno - spiega Locatelli -. E' una sostanza che una volta era una causa piu' frequente di avvelenamento perche' veniva usato come topicida, poi e' stato proibito dall'Ue. Ci sono stati dei casi a volte criminosi di avvelenamento, a volte un uso accidentale di prodotti che non si dovevano utilizzare, magari comprati da Internet. E' presente anche in alcuni dispositivi elettrici ed elettrotecnici". Il tallio, continua l'esperto, e' un veleno molto potente, tossico sia per inalazione sia per ingestione, difficile da diagnosticare e trattare, anche se esistono dei farmaci che lo 'estraggono' dall'organismo. "E' una molecola molto piccola - spiega - una volta che entra nei tessuti si diffonde velocemente, ed e' difficile da eliminare. Ci sono dei trattamenti ma molto lenti, l'organismo deve reggere all'avvelenamento. In alcuni casi servono diversi mesi di cure perche' il livello torni alla normalita', abbiamo avuto dei casi in cui sono stati necessari cinque mesi di trattamenti". I danni principali causati dal veleno sono a carico del sistema nervoso, ma puo' dare anche problemi cardiaci. I sintomi immediati sono di tipo gastrointestinale. La dose letale varia a seconda di chi lo ingerisce. "Questo elemento ha un assorbimento gastrico molto rapido - conferma Paolo Maurizio Soave, del Centro Antiveleni del policlinico Gemelli di Roma - e danneggia tutti gli organi, dal rene al pancreas al cuore ai polmoni. La tossicologia e' fatta da due elementi, la persona e la sostanza tossica incriminata. Il tallio a certe dosi e' tossico, ma e' chiaro che la tossicita' si incrementa sulla base di patologie e condizioni preesistenti. In generale un giovane puo' sopportare di piu' il veleno, mentre per un anziano la dose letale e' piu' bassa" (Ansa).

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