Estero
03.11.2017 - 21:260
Aggiornamento : 11.12.2017 - 18:22

Cade l'ultimo bastione Isis in Siria

Le roccaforti urbane dell’Isis lungo l’Eufrate tra Iraq e Siria cadono una dopo l’altra sotto i colpi di due diverse coalizioni, da una parte quella russa-iraniana-siriana, dall’altra quella americana-iraniana-irachena: in sole poche ore sono state annunciate oggi dal governo siriano e da quello iracheno le conquiste, rispettivamente, di Dayr az Zor in Siria e di al Qaim in Iraq.

Queste aree, rimaste sotto il controllo dello ’Stato islamico’ per oltre tre anni, rappresentano la culla del jihadismo post al Qaida, tanto che numerosi abitanti della valle dell’Eufrate, investita dalle offensiva siro-irachena, temono ora di subire le stesse rappresaglie compiute dalle milizie lealiste a Mosul, in Iraq, e in altre zone ex-Isis "liberate" dagli eserciti governativi.

Solo nelle ultime ore si è registrata l’uccisione, secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, di circa 40 persone a Dayr az Zor negli intensi raid aerei dell’aviazione russa e governativa siriana. Gli attivisti anti-Isis a Dayr az Zor riferiscono inoltre di alcune famiglie "massacrate" all’arma bianca da miliziani lealisti siriani e stranieri nel quartiere di Hamidiye, ex roccaforte dello ’Stato islamico’.

Dal canto loro, i media governativi siriani esaltano la "liberazione" dell’ultimo baluardo dei "terroristi" e assicurano che "la vittoria per annientare il nemico è vicina". Il generale siriano Ali Mahyub è apparso in tv per annunciare la presa di Dayr az Zor, città situata al centro di una regione ricca di risorse energetiche e geopolitiche: "I terroristi sono ora completamente isolati e accerchiati", ha detto.

Sulla sponda orientale dell’Eufrate intanto le forze curdo-siriane, appoggiate dagli Stati Uniti avanzano verso l’Isis, conquistando aree ricche di risorse petrolifere e avvicinandosi al confine iracheno.

Sul lato occidentale del fiume invece le forze governative hanno lasciato fuggire gli ultimi miliziani verso Abukamal, cittadina frontaliera con l’Iraq dove si stanno raggruppando tutti i jihadisti in fuga, prima da Mosul, poi da Raqqa, quindi da Dayr az Zor e Qaim oltre confine.

Sul fronte iracheno, il premier Haidar al Abadi si è congratulato con le forze armate per la "liberazione" della cittadina di Qaim, uno dei fulcri della turbolenta regione di Anbar, 320 km a ovest di Baghdad e che dai primi anni 2000 è la culla del qaidismo prima e dell’Isis poi.

Se l’avanzata siriana su Dayr az Zor è avvenuta grazie al sostegno diretto della Russia, dell’Iran e degli Hezbollah libanesi, la conquista di Qaim è avvenuta grazie all’appoggio della Coalizione internazionale a guida americana. Proprio la Coalizione si è oggi congratulata con Baghdad, affermando che la caduta di Qaim rende più vicina la fine della guerra convenzionale contro l’Isis.

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