ALEJANDRO GARCIA
Estero
19.10.2017 - 07:190

Catalogna, oggi alle 10 l'ora della verità

Un sì o un no. Madrid non vuole sentire altro dalle autorità secessioniste catalane. Entro stamani alle 10, il presidente Carles Puigdemont dovrà rispondere in maniera chiara se quella del 10 ottobre è stata o no una “dichiarazione di indipendenza”. Se lo fosse, il governo di Mariano Rajoy attiverà la procedura di applicazione dell’articolo 155 della Costituzione spagnola, che condurrà alla sospensione dell’autonomia catalana e al commissariamento delle istituzioni regionali. Nella migliore delle ipotesi.

In quella peggiore, condurrà a uno scontro che ben difficilmente si manterrà “pacifico”, come pretendono i leader separatisti. In realtà, secondo le notizie filtrate ieri da Madrid, Rajoy avrebbe “offerto” a Puigdemont una via d’uscita, o un modo per salvare la faccia: la convocazione di elezioni regionali anticipate, per evitare l’intervento del 155. Non si sapeva, fino a ieri sera, che cosa ne avrebbe fatto la dirigenza catalana, divisa tra cosiddetti “pragmatici” e radicali. Puigdemont ha tenuto le carte coperte. Sembra improbabile però che risponda quello che Rajoy vorrebbe sentire. «Non ci sarà resa», ha detto il portavoce Jordi Turull.

Sul President crescono le pressioni perché revochi la “sospensione” dell’indipendenza annunciata il 10 ottobre. Soprattutto dopo che la ritorsione spagnola si è accentuata, con l’arresto dei leader indipendentisti Jordi Sanchez e Jordi Cuixart per “sedizione”. La sinistra radicale di Cup ha richiesto che Puigdemont proclami la “Repubblica”, senza stare ad attendere le mosse di Rajoy. In ogni caso, se Rajoy dovesse ricorrere al 155, Puigdemont, oltre a proclamare la “Repubblica”, potrebbe convocare elezioni non regionali ma “costituenti” del nuovo Stato indipendente. Un passo preparato nelle ultime ore in riunioni di crisi dai partiti indipendentisti. La “Repubblica” sarebbe dichiarata “a giorni” ha assicurato Mireia Boya della Cup. I 72 deputati di Puigdemont sono stati così pregati di non allontanarsi da Barcellona, mentre per sabato è stata convocata una grande manifestazione sempre nella capitale.

Le organizzazioni della società civile si preparano intanto ad una “resistenza pacifica” e di massa “in difesa delle istituzioni” se Madrid commissarierà la Catalogna. Senza un cambio significativo del quadro, Rajoy convocherà questa mattina una riunione straordinaria del governo per chiedere l’applicazione del 155 al Senato, che darà il via libera alla procedura in circa una settimana. Poi si sposterà a Bruxelles dove chiederà l’appoggio del vertice Ue. Che avrà.

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