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Isis
Estero
12.09.2017 - 13:560
Aggiornamento : 11.12.2017 - 18:20

Vita, morte e strategie di Isis secondo l'esperto di antiterrorismo

«Il califfato fisico è morto, quello virtuale vive ancora». Il coordinatore europeo dell’antiterrorismo, Gilles de Kerkove, mette in guardia, in una intervista alla “Welt”, dalle potenzialità di Isis. La minaccia terroristica in Europa potrebbe addirittura aumentare, spiega, rivelando inoltre che 2500 combattenti europei si trovano ancora in Siria e in Iraq, come militanti del sedicente Stato Islamico.

«Circa 5000 europei hanno combattuto in Siria e in Iraq per Isis. Di questi 1500 sono ritornati e circa 1000 sono morti. Dei 2500 europei che sono rimasti in Iraq e in Siria – afferma de Kerkove – molti moriranno in battaglia, e altri saranno uccisi da Isis, perché l’organizzazione non tollera disertori. Altri si trasferiranno in territori di crisi come Somalia, Libia e Yemen».

De Kerokove non ritiene che ci saranno ancora molti rientri in Europa. «Il califfato di Isis è praticamente distrutto. Questa è un’eccellente notizia. Inoltre Isis è sotto pressione dal punto di vista finanziario, perché le entrate dagli affari petroliferi vengono meno». Però, aggiunge, è presto per «dichiarare la sconfitta di Isis. Il califfato fisico è morto, ma in internet, quello virtuale è ancora in vita».

Anche la strategia sugli attentati è cambiata, spiega: «L’organizzazione terroristica non invita più gli europei a combattere in Siria e Iraq, ma a colpire dove vivono. Quanto più Isis finisce sotto pressione in Siria e in Iraq, tanto più si faranno appelli a fare attentati in Europa. Invece di attentati complessi e dettagliati anche dal punto di vista della pianificazione, come l’11 settembre, Isis ritiene meglio fare attacchi più piccoli, con una minore organizzazione logistica, e possibilmente più numerosi».

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