Stephane Mahe
Estero
27.07.2017 - 23:100
Aggiornamento : 11.12.2017 - 18:20

Macron nazionalizza Stx, scontro Italia-Francia

Europeista e liberale ma pronto a nazionalizzare senza esitazioni quando si tratta di difendere gli interessi strategici della Francia. Dopo mesi di trattative tra Roma e Parigi sull’acquisizione di Stx da parte di Fincantieri, Emmanuel Macron ha deciso di esercitare, almeno temporaneamente, il diritto di prelazione, sull’acquisto dei cantieri navali di Saint-Nazaire, suscitando le proteste ufficiali dell’Italia.

Una decisione "grave e incomprensibile" ribattono in un comunicato congiunto il ministro dell’Economia italiano, Pier Carlo Padoan quello dello Sviluppo, Carlo Calenda, dicendo a chiare lettere che "nazionalismo e protezionismo non sono basi accettabili su cui regolare i rapporti tra due grandi Paesi europei". Il leader trentanovenne, che appena tre mesi fa conquistò l’Eliseo smontando pezzo per pezzo le ricette di "patriottismo economico" promesse dalla rivale Marine Le Pen (Front National), nel pomeriggio ha chiamato il premier italiano Gentiloni per parlare della questione. "Un colloquio cordiale", lo definiscono sia Palazzo Chigi sia l’Eliseo che corre ai ripari parlando di soluzione "soltanto transitoria", anche per evitare un’altra crisi con Roma dopo gli attriti diplomatici sulla Libia.

Ad annunciare questo primo atto di politica industriale dell’era Macron, in una conferenza stampa convocata d’urgenza a Parigi, è stato il suo ministro dell’Economia, Bruno Le Maire. "Vi annuncio che abbiamo preso la decisione di esercitare il diritto di prelazione su Stx", ha esordito il transfugo repubblicano passato nel governo di En Marche!, ripetendo come un mantra che si tratta di una decisione "temporanea", solo per scongiurare che dopodomani scattasse la data limite passata la quale Fincantieri avrebbe ottenuto il 66,6% del capitale. Questa mossa serve unicamente a "darci il tempo di negoziare nelle migliori condizioni possibili la partecipazione di Fincantieri ai cantieri navali di Saint-Nazaire per costruire un progetto europeo solido e ambizioso", martella Le Maire, accennando davanti ai cronisti qualche parola in italiano, forse per rimarcare la vicinanza con il nostro Paese.

Il ministro volerà martedì a Roma per incontrare Calenda e Padoan. "Non c’è nessun sospetto sui nostri amici italiani", tiene a precisare, insistendo sulla reale volontà di "costruire un bel progetto industriale europeo" con l’Italia e Fincantieri. Salvo avere "tutte le garanzie" in termini di occupazione e affinché le competenze di Stx "non partano un giorno verso un’altra potenza mondiale economica". Nei fatti, la nazionalizzazione temporanea – rispettosa, secondo il ministro, delle regole Ue – verrà resa operativa entro domani sera, prima, dunque, del 29 luglio, data limite a disposizione per avvalersi del diritto di prelazione riconosciuto allo Stato. Parigi, già azionista al 33,3%, assicura di non voler restare proprietario a lungo ma vuole trovare una soluzione sicura per quella che considera un’industria "strategica", un sito "unico" per la Francia.

Per ora, il costo dell’acquisto di Stato, 80 milioni di euro direttamente finanziati dall’agenzia per le partecipazioni pubbliche, resta "ragionevole", commenta Le Monde, che stamattina aveva anticipato l’inattesa mossa di Macron. Da Fincantieri giunge un secco "no comment". Mentre da Saint-Nazaire, Stx "prende atto" della decisione ma deplora un ennesimo rinvio che "prolunga un lungo periodo di incertezze". Sul posto, la nazionalizzazione veniva invocata dal sindacato Force Ouvrière (Fo) ma altre sigle sociali sono rimaste più fredde dinanzi a una tale prospettiva. Ieri, Parigi aveva lanciato un ultimatum all’Italia chiedendo di accettare una spartizione 50-50 dell’azionariato. Una proposta respinta seccamente da Roma.

Ora la palla è in mano alla Francia, che martedì dovrà presentarsi a Roma con un nuovo piano. Quale? Nel luglio parigino nessuno è davvero in grado di dirlo. Alla Borsa di Milano, il titolo Fincantieri riduce le perdite e chiude in calo del 2,6% a 0,934 euro, dopo un -4%. Al termine della seduta di ieri il titolo aveva chiuso con un calo dell’8,67%.

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