Confine
30.12.2018 - 10:280

Tempi rapidi per il delitto di Busto

Giudizio immediato per i due autori della rapina aggravata che costò il ferimento a un benzinaio

Giudizio immediato per Maurizio Fattobene, 51enne rapinatore seriale di Cantù, e Antonio Vita, 48enne, nato in Germania, domiciliato nel Mendrisiotto, accusati di rapina pluriaggravata, tentato omicidio aggravato, porto e ricettazione d'arma da fuoco (una pistola), per in gravissimo fatto di sangue dello scorso 20 luglio a Busto Arsizio. Fattobene esplose dei colpi, due al bacino ed uno alla gamba destra del benzinaio Marco Lepri, 39enne, per portargli via il borsello in cui c'era l'incasso della giornata, di milleseicento euro.

Se l'intervento dei sanitari non fosse stato tempestivo il benzinaio sarebbe morto. Sono le conclusioni, nero su bianco, del medico legale, che hanno spinto il pm Nadia Calcaterra, sostituto della Procura di Busto, a chiedere il giudizio immediato.

Identificare gli autori della sanguinosa rapina per gli investigatori fu un gioco per ragazzi. Fattobene a Busto era arrivato al volante dell'autovettura del cognato; Vita in sella ad uno scooter targato Ticino che gli era stato prestato da un conoscente ticinese, risultato completamente estraneo al gravissimo episodio.

Entrambi gli imputati sembrano intenzionati a ricorrere al rito abbreviato, per beneficiare della riduzione di un terzo della pena. Il rapinatore seriale, che aveva conosciuto Vita nel carcere del Bassone, ha ammesso le proprie responsabilità. Il 51enne canturino il 9 novembre 2016 è stato condannato a Como a 8 anni di reclusione per tre rapine messe a segno in Ticino – due a Pedrinate (entrambe il 17 aprile 2014) e una a Pizzamiglio (il 27 aprile dello stesso anno) – ed una a inizio maggio alla Coop di via Giussani a Como. Era il periodo in cui, dalle 7 alle 22, Fattobene poteva uscire dal Bassone, in quanto beneficiario della semilibertà.

Anche dopo la condanna del 2016 la detenzione del rapinatore seriale non è durata a lungo. Avendo ottenuto il differimento di pena per incompatibilità con le sue condizioni di salute, nel 2017 aveva ottenuto gli arresti domiciliari, che lo scorso agosto gli sono stati nuovamente concessi. Vita è invece rinchiuso al Bassone.

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