la-piana-i-gestori-rispondono-alle-critiche
ULTIME NOTIZIE Estero
Estero
3 ore

Usa, la Fda autorizza la terza dose Pfizer da 65 anni in su

L’agenzia statunitense di controllo dei farmaci ha dato il via libera seguendo le raccomandazioni di esperti indipendenti
coronavirus
11 ore

L’Italia vota il green pass, ma mezza Lega si sfila

Salvini giustifica i malpancisti. Ci saranno sanzioni per i deputati che vorranno entrare in Parlamento senza pass
Estero
11 ore

Trump fa causa alla nipote Mary: vuole 100 milioni

L’azione legale include anche il New York Times e tre dei suoi giornalisti, secondo l’ex presidente avrebbero ordito un complotto contro di lui
Estero
11 ore

Avanza la lava alle Canarie, si temono i gas tossici

Fallita la deviazione della colata a La Palma, la nube secondo gli esperti può estendersi fino nel Mediterraneo
coronavirus
12 ore

Gli Usa: ‘500 milioni di dosi per i Paesi poveri’

Accordo raggiunto tra Washington e Pfizer: Biden vuole vaccinare almeno il 70% del pianeta entro un anno
Estero
12 ore

Biden cerca di ricucire con Macron, ma Johnson strappa

Dopo il caso dei sottomarini, Washington tenta di riavvicinarsi a Parigi, ma il premier inglese incalza l’Eliseo: ‘Smettetela un po’’
italia
12 ore

Strage di Bologna: due testimoni svizzere

Le donne entrambe in videocollegamento hanno risposto a domande sui conti di Licio Gelli
germania
12 ore

Ragazzo di 20 anni ucciso da un no mask

Il giovane cassiere aveva chiesto a un cliente di mettersi la mascherina dentro una stazione di servizio: l’uomo è tornato a casa, ha preso la pistola e gli ha sparato
germania
12 ore

Berlino taglia gli stipendi ai no vax in quarantena

"Perché devono pagare tutti per chi non vuole vaccinarsi?”
Estero
15 ore

L’Europa svela la proposta del caricabatterie universale

Uno solo per i diversi apparecchi: porterà a 980 tonnellate di rifiuti elettronici in meno all’anno nel Continente
Confine
18.11.2018 - 11:570

La Piana, i gestori rispondono alle critiche

La decisione di chiedere al Comune di Re un risarcimento danni per la chiusura della Statale a causa della frana continua a far discutere

Dopo essersi attirati le critiche delle autorità comunali di Re, in Valle Vigezzo e di molti cittadini della zona, i gestori della stazione sciistica della Piana, in Valle Vigezzo, – che avevano chiesto un indennizzo al Comune di confine per la chiusura della statale a seguito della frana di Meis (nella quale lo scorso mese di aprile  morirono due locarnesi) – escono allo scoperto con una presa di posizione apparsa sul portale Ossolanews.it. “Come ammesso dal sindaco di Re e riportato nel summenzionato articolo, la nostra società come tutti gli operatori turistici della valle ha dovuto affrontare delle difficoltà in seguito alla chiusura della Strada Statale della Val Vigezzo dove “Commercianti e attività hanno registrato perdite. Non capiamo quindi lo stupore di fronte alla nostra iniziativa. Nei mesi successivi alla chiusura della strada statale della Val Vigezzo, abbiamo scritto due volte rispettivamente ad ANAS in quanto ente gestore della strada, e al Comune di Re in quanto proprietario del fondo da cui si è staccata la frana. Le nostre missive non hanno mairicevuto risposta né da ANAS, né dal comune di Re. Il sindaco di Re scrive che “avevamo altro da fare”. Segnaliamo che dal giorno della frana al deposito della causa presso il tribunale di Verbania sono trascorsi 6 mesi e che tale termine ci sembra congruo per prendere un foglio di carta, una penna e rispondere in merito ad una questione diventata  ormai meramente assicurativa, e che per un puro miracolo non si è trasformata in una strage. In assenza di segnali da parte dei due soggetti interessati, dopo mesi di vane attese, li abbiamo citati entrambi in solido davanti al Tribunale di Verbania al fine di ottenere le opportune risposte. Spetterà al tribunale stabilire se, chi, e in quale misura sarà responsabile“. E, ancora: “La caduta della frana - come ammesso anche dal sindaco di Re - ci ha causato danni ingenti che non sono solamente contingenti, ma anche prospettici. Purtroppo a causa dei troppi incidenti mortali dovuti a cadute di massi che si sono ripetuti nel corso degli anni, la Strada Statale della Val Vigezzo nell’immaginario collettivo si sta connaturando sempre più come una strada della morte. Il cantiere per la messa in sicurezza della strada non si è ancora chiuso a oltre sette mesi dall’evento e ad ogni scroscio di pioggia siamo tutti quanti, operatori, frontalieri, turisti, costretti a fare gli scongiuri. Non abbiamo colto alcuna attività concreta da parte delle istituzioni volte a rassicurare la popolazione circa la sicurezza della strada in questione, di certo non ci ha contattati nessuno. Non siamo a conoscenza di alcun piano straordinario per la messa in sicurezza di TUTTO il tratto, non solamente quello oggetto di frana, se ne esiste uno, nessuno ce lo ha comunicato. Tutte queste circostanze comportano danni di lungo periodo ben superiori all’entità della nostra richiesta e rischiano di compromettere qualsiasi possibilità di sviluppo della valle con riferimento all’accesso al pubblico ticinese ed al transito dei frontalieri (...). Auspichiamo che le istituzioni coinvolte si assumano le loro responsabilità, contribuiscano a mettere concretamente in sicurezza la strada, ripristinando la fiducia nei viaggiatori ed assumano un atteggiamento più rispettoso nei confronti di quelle realtà economiche della Valle che contro ogni logica imprenditoriale lottano ogni giorno per tenere in vita imprese, altrimenti tristemente – e forse giustamente - destinate all’oblio“.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved