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Confine
04.07.2018 - 12:090
Aggiornamento : 14:43

Milleduecento i giocatori patologici a Como (ticinesi inclusi)

Spesi oltre mille euro l'anno. Sull'importo peserebbero anche i 'frontalieri al contrario' che amano Superenalotto e lotterie istantanee

Sono oltre tremiladuecento a Como i giocatori, di cui milleduecento patologici, alle prese con il gioco d'azzardo legato alle slot machine e ai videopoker. E' quanto emerge da un'indagine nazionale riferita alla popolazione tra i 15 e i 64 anni. I dati sono stati diffusi da Palazzo Cernezzi, pronto con un'ordinanza per limitare gli orari di accensione delle macchinette mangiasoldi.

Como a livello nazionale è dopo Pavia il secondo capoluogo in fatto di quota pro-capite giocata: oltre mille euro all'anno, neonati compresi. Sulla spesa pro capite dei comaschi si dice, e non a torto, che influiscono anche i ticinesi che calano a Como per giocare non solo alle slot machine, ma anche al Superenalotto e alle lotterie istantanee. Porre un limite all'orario di accensione delle macchinette mangiasoldi rientra nel progetto 'Quando il gioco si fa duro', cofinanziato dalla Regione Lombardia e messo in caniere da Palazzo Cernezzi per lo sviluppo e il consolidamento di azioni di contrasto al gioco d’azzardo patologico.

"Il numero dei giocatori patologici – si legge in una nota del Comune – aumenta con l’aumentare delle occasioni di gioco. In città gli apparecchi censiti nel corso del 2016 erano oltre 600. E’ stato deciso quindi di approfondire la pratica già sperimentata con successo da altre amministrazioni di intervenire sugli orari di accesso al gioco, valutandone la limitazione fino a sei ore al giorno come stabilito dall’intesa per il riordino del gioco pubblico raggiunta in Conferenza unificata Stato-Regioni lo scorso settembre. Il prossimo passo è la condivisione del testo con tutti i soggetti della filiera, dagli esercenti ai cittadini".

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