L'accusa della Corte dei Conti riguarda le indennità riconosciute ai lavoratori della partecipata Azienda per la Mobilità Aquilana e il trasferimento di fondi.
La Procura della Corte dei conti ha inviato oggi un atto di citazione dopo avere svolto indagini su una vicenda risalente al 2020 e al 2021 per la quale i quattro amministratori hanno già spiegato le loro ragioni davanti alla procura. A dare notizia dell'atto, in una nota congiunta, gli stessi Biondi (FdI), Bergamotto (FdI), Mannetti (già FdI, ora Lega) e Berardi: si professano innocenti e manifestano amarezza per una vicenda che arriva a meno di un anno dalle elezioni comunali alle quali Biondi, peraltro, non potrà ricandidarsi perché già al secondo mandato.
Prima udienza a febbraio 2027. "La questione risale a un momento delicato per Ama a seguito dell'azzeramento della contrattazione di secondo livello a causa di difficoltà economiche dell'azienda ereditate dalla precedente gestione - si difendono i quattro -. C'era una significativa differenza di trattamento economico tra i lavoratori assunti prima del 1999 e quelli entrati in servizio dopo. Il contenzioso sfociò in ricorsi al giudice del lavoro e determinò un'agitazione sindacale, con l'apertura di una procedura di raffreddamento in Prefettura e proteste clamorose che richiesero un deciso impegno istituzionale".
"Nell'ambito di quel confronto, in pieno accordo con i sindacati, si arrivò alla definizione di un percorso per superare la sperequazione tra dipendenti e garantire stabilità all'azienda". "La procedura si concluse con un verbale di conciliazione e la previsione di un fondo perequativo destinato a ridurre le differenze salariali. Risorse che il Comune ha interamente trasferito nelle casse di Ama affinché la società potesse far fronte agli impegni presi con i dipendenti" conclude la nota.