L'ok di Francoforte permette a Rocca Salimbeni di portare al voto assembleare del 29 ottobre la fusione con Mediobanca e le Ops su Banca Generali e Banco Bpm, oltre a sbloccare l'ingresso di due nuovi consiglieri.
Mps, si legge in una nota, "rende noto di aver ricevuto da parte della Banca Centrale Europea le autorizzazioni in merito alla fusione per incorporazione di Mediobanca" nel Monte "e alle altre operazioni di riorganizzazione societaria", accompagnate dal via libera alle "conseguenti modifiche statutarie". La vigilanza, a quanto si apprende, ha inoltre concluso positivamente l'esame di idoneità (fit & proper) dei candidati consiglieri Alessandro Caltagirone e Gianluca Brancadoro, primi tra i non eletti nella minoranza, che dunque possono ora entrare in cda.
All'inizio della prossima settimana Mps dovrebbe tenere un consiglio che riporterà il board a quindici. Sui tempi di sostituzione degli uscenti si erano appuntate le rimostranze della minoranza, tra cui una lettera di quattro consiglieri al presidente per chiedere di accelerare nella cooptazione. Accuse rispetto alle quali Mps aveva sottolineato come la palla fosse nel campo della vigilanza, alla quale le carte erano state inviate a inizio giugno. I tempi medi per lo svolgimento del fit & proper, secondo le rilevazioni dalla Bce, sono di 97 giorni.
Verso la metà della prossima settimana Mps dovrebbe portare in Consob i documenti di offerta per Banco Bpm e Banca Generali, dopo aver fatto istanza alle varie autorità coinvolte, tra cui Bce, Bankitalia, Ivass, Antitrust e il governo per i profili di Golden Power. Operazioni su cui il 29 ottobre dovranno esprimersi i soci di Siena - che a questo punto dovrebbero essere chiamati anche a votare sulla fusione con Mediobanca - considerato che Rocca Salimbeni è sottoposta a passivity rule per effetto dell'opas di Intesa.
L'obiettivo del Monte, ammesso che ci sia il via libera dell'assemblea dove Lovaglio ha il compito impegnativo di costruire il consenso attorno alle due operazioni, è partire a metà dicembre con le due offerte, quando l'Opas di Intesa potrebbe però essere alle battute finali, se non già conclusa.
Il deposito del prospetto dovrebbe arrivare a ridosso dell'assemblea di Ca' de Sass che giovedì approverà l'aumento di capitale a servizio della sua offerta, a favore del quale si sono schierate le fondazioni azioniste e i proxy advisor.
Intanto gli enti locali toscani sono ancora in una fase di concitazione a difesa dell'integrità del Monte. Una integrità sulla quale si è speso il presidente di Unipol, Carlo Cimbri, il quale, in una recente intervista al Sole 24 Ore, ha ribadito che Mps sarà la capofila del secondo gruppo bancario italiano e che la sede resterà a Siena. Al termine dell'Opas, infatti, Intesa cederà a Unipol 635 filiali di Siena che poi saranno girate a Bper per creare il secondo polo bancario. Sull'integrità "non siamo disponibili a negoziare", ribadisce la sindaca di Siena, Nicoletta Fabio, nel giorno della creazione di un tavolo istituzionale permanente tra enti locali e parlamentari della Regione Toscana. L'incontro, ha detto il presidente Eugenio Giani, ha permesso di "cementare" lo spirito di difesa della banca emerso mercoledì dal consiglio comunale di Siena.