Gli Stati membri hanno tempo fino al 30 settembre per le richieste di pagamento finali. Bruxelles celebra il successo del programma per aver sostenuto le economie e accelerato le transizioni.
Si chiude oggi la fase di attuazione delle riforme e degli investimenti previsti dai Piani nazionali di ripresa e resilienza (Pnrr) europei. Da domani le azioni intraprese dagli Stati Ue non potranno più essere prese in considerazione dalla Commissione nella valutazione delle richieste di pagamento, compresi i pagamenti sospesi, e non potranno essere adottate altre modifiche.
Lo rende noto la Commissione annunciando l'avvio della fase finale di NextGeneration Eu. Gli Stati hanno ora tempo fino al 30 settembre per presentare le richieste di pagamento finali, mentre la Commissione completerà tutti i pagamenti entro il 31 dicembre.
"NextGenerationEU ha contribuito a proteggere i nostri cittadini e le nostre economie in un momento di grande incertezza. Ha accelerato la transizione verso l'energia pulita e digitale, riducendo la dipendenza dell'Europa dalle importazioni. Le riforme e la resilienza acquisita porteranno benefici all'Europa per le generazioni a venire", ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Secondo Bruxelles, NextGenerationEU ha sostenuto l'attività economica in un momento critico, contribuito a mantenere la disoccupazione a livelli minimi storici e accelerato gli investimenti strategici nelle energie rinnovabili, nell'efficienza energetica e nelle tecnologie pulite. La Commissione sottolinea che il programma ha mostrato come gli investimenti pubblici abbiano "un impatto particolarmente forte se abbinati a riforme strutturali".
Oggi l'esecutivo europeo ha intanto dato il via libera alla richiesta di pagamento finale della Svezia, che ha completato il 100% degli investimenti e delle riforme legati al proprio piano di ripresa e resilienza, poco dopo la Danimarca.
Ad oggi sono stati erogati 440 miliardi di euro (412,39 miliardi di franchi ) mentre ulteriori 133 miliardi dovranno essere versati entro la fine del 2026. Complessivamente il Dispositivo per la ripresa e la resilienza mette a disposizione fino a 573 miliardi di euro tra sovvenzioni e prestiti.