Il colosso dei chip supera le attese per il 15° trimestre, con ricavi raddoppiati a 96,2 miliardi. Tuttavia, i titoli calano per timori sulla sostenibilità degli investimenti AI.
Nvidia, il gigante dei semiconduttori, ha superato le aspettative per il quindicesimo trimestre consecutivo, registrando risultati finanziari eccezionali. Nel secondo trimestre, l'azienda ha visto i suoi ricavi più che raddoppiare, raggiungendo i 96,2 miliardi di dollari, con un utile netto che si è attestato a 59,7 miliardi di dollari.
Per il trimestre in corso, Nvidia prevede ricavi compresi tra 205,84 e 110,16 miliardi di dollari.
Nonostante queste cifre stellari, i titoli di Nvidia hanno registrato un calo di oltre l'1,7% nelle contrattazioni after-hours. Questo movimento riflette l'ansia degli investitori riguardo alla sostenibilità degli ingenti investimenti nell'intelligenza artificiale da parte delle grandi aziende della Silicon Valley e i timori per le spese eccessive relative alle infrastrutture necessarie.
Il ribasso delle azioni evidenzia anche come Nvidia sia diventata, in un certo senso, vittima del proprio successo: risultati finanziari eccezionali non sono più sufficienti a garantire un rialzo dei titoli. Le azioni della società, che detiene la capitalizzazione di mercato più alta al mondo, sono cresciute di oltre il 12% dall'inizio dell'anno, pur con significative fluttuazioni. Il mercato è da tempo preoccupato per la sostenibilità della sua crescita inarrestabile, per le vendite in Cina, per l'aumento dei costi dei componenti e per una concorrenza sempre più agguerrita.
In questo contesto di risultati superiori alle previsioni, il CEO Jensen Huang sta impiegando parte del bilancio aziendale per supportare i clienti nel finanziamento delle loro infrastrutture IA, un'azione che ha portato Nvidia a essere considerata quasi una "banca" per il boom dell'intelligenza artificiale.
Recentemente, Nvidia ha stretto un'alleanza con alcuni dei maggiori colossi di Wall Street per un piano di finanziamento da 500 miliardi di dollari destinato all'intelligenza artificiale, impegnandosi a garantire prestiti che alcuni dei suoi clienti potrebbero non essere in grado di sostenere autonomamente. La scorsa settimana, l'azienda ha inoltre acquisito una partecipazione in Cloverleaf Infrastructure e ha siglato un accordo da sei miliardi di dollari con Poolside per lo sviluppo di un sistema IA "open-weight".
"L'intelligenza artificiale ha raggiunto il suo punto di svolta. Svolge un lavoro utile, i suoi token sono produttivi e redditizi. La potenza di calcolo genera ricavi", ha dichiarato Huang. Il CEO ha poi aggiunto che "la domanda sta accelerando. L'anno scorso c'era un unico laboratorio a trainare lo sviluppo. Ora c'è un fiorente ecosistema. La realizzazione delle infrastrutture per l'IA procede a pieno ritmo. Vera Rubin, ormai a pieno regime, è stata creata per sostenere questo momento".