Economia

UE vara il Chips Act 2 per sostenere la domanda di chip prodotti in Europa

Appalti pubblici innovativi, 'demand accelerators', priorità nelle forniture e misure per attrarre investimenti nei distretti industriali

3 giugno 2026
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

Appalti pubblici orientati all'innovazione, contratti di acquisto a lungo termine, meccanismi di aggregazione della domanda e requisiti di sicurezza strategica: la Commissione europea presenta il Chips Act 2, il nuovo piano per rafforzare l'autonomia strategica dell'Unione nel settore dei semiconduttori, puntando soprattutto a sostenere la domanda di chip prodotti in Europa.

L'obiettivo strategico è creare un mercato di sbocco per l'industria europea dei semiconduttori, invertendo la rotta rispetto al Chips Act, entrato in vigore nel 2023, che era concentrato soprattutto sull'offerta e sulla capacità produttiva.

Bruxelles giustifica il cambio di strategia con la rapida espansione dei chip per l'intelligenza artificiale (IA), che secondo le stime dell'esecutivo comunitario arriveranno a pesare per oltre il 70% del mercato dei semiconduttori entro il 2030.

Di contro, l'UE produce meno del 10% dei semiconduttori a livello globale ed è quasi interamente dipendente dagli Stati Uniti e dall'Asia per i chip più avanzati e all'avanguardia al di sotto dei 5 nanometri, compresi i chip per l'IA.

Per ridurre la dipendenza dai paesi terzi, la Commissione propone di introdurre un meccanismo di appalti pubblici innovativi con cui le amministrazioni pubbliche vengono incoraggiate a utilizzare negli appalti chip progettati o prodotti nell'UE. Non si tratta di una clausola Buy European, ma una preferenza industriale destinata, nelle intenzioni di Palazzo Berlaymont, a creare un mercato domestico iniziale per le imprese emergenti.

Altro aspetto cruciale della proposta sono i cosiddetti "demand accelerators". La Commissione intende creare strutture permanenti per mettere in contatto produttori europei di semiconduttori e grandi utilizzatori industriali (automotive, difesa, cloud, IA, telecomunicazioni) con l'obiettivo di trasformare la domanda potenziale in ordini effettivi.

Bruxelles punta inoltre ad accelerare le procedure autorizzative per nuovi impianti produttivi e a mobilitare investimenti pubblici e privati per rafforzare l'intera filiera continentale.

Il regolamento rafforza inoltre gli strumenti di intervento della Commissione europea in caso di crisi delle forniture di chip. Qualora venga dichiarato lo stato d'allerta, Bruxelles potrà imporre ai produttori l'esecuzione prioritaria di ordini destinati a settori strategici come la difesa, l'energia e la sanità, e attivare meccanismi di acquisto congiunto a livello europeo.

Tra le misure proposte figurano poi l'accelerazione dei permessi industriali, una piattaforma Business-to-Business (B2B) da 70 milioni di euro che servirà a mappare le scorte, prevedere le carenze e prevenire i blocchi di produzione.

Prevista infine l'istituzione del marchio "Regione europea d'eccellenza dei semiconduttori" per attrarre capitali internazionali nei distretti industriali più virtuosi.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali
Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni