Economia

Mercati ancora nel segno di Hormuz con gli occhi sugli indici PMI

Petrolio volatile con Brent +62% annuo; in agenda PMI area euro, salari, verbali Fed e trimestrale Nvidia

16 maggio 2026
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La lente dei mercati resta sugli Stati Uniti e sull'Iran, con le trattative che languono. Anche i recenti colloqui tra il presidente USA, Donald Trump, e il leader cinese, Xi Jinping, non sembrano aver prodotto risultati visibili.

In questo contesto il petrolio si conferma estremamente volatile, ma non scende. Su base annua, il Brent è in rialzo di circa il 62%, effetto diretto dello shock energetico provocato dalla sostanziale chiusura di Hormuz da circa dieci settimane. Il passaggio per lo Stretto resta selettivo, con il mercato che rimane scettico sulla durata della tregua diplomatica e continua a prezzare un elevato premio al rischio sul greggio.

La prossima settimana da monitorare saranno soprattutto gli indici PMI, in agenda giovedì, con quelli dell'area euro che meritano particolare attenzione, considerato l'impatto maggiore della crisi energetica rispetto agli Stati Uniti. Tra gli altri dati in programma in Europa figurano i salari negoziati del primo trimestre (venerdì), variabile monitorata dalla BCE per l'inflazione. Sull'inflazione, Prometeia nelle sue previsioni ha aumentato, proprio per quanto riguarda l'area euro, le stime al 3% per quest'anno.

Nel Regno Unito, osservato speciale anche per la crisi interna, con l'esecutivo di Keir Starmer in bilico, è attesa mercoledì l'inflazione di aprile, che è in calendario anche in Giappone venerdì. Il dato è importante per l'impatto sulle decisioni delle rispettive banche centrali nella prossima riunione. Da monitorare, sempre mercoledì, i verbali della Fed della riunione di aprile, per vedere se ci saranno maggiori dettagli sull'ultima decisione che ha visto quattro componenti in disaccordo. Altro elemento chiave sarà la trimestrale di Nvidia, per il peso e l'influenza che potrebbe esercitare su tutto il settore tecnologico e dell'AI.

Lato banche centrali, proseguiranno gli interventi dei membri della Banca centrale europea e della Federal Reserve, soprattutto alla luce dell'arrivo alla guida di Kevin Warsh. "Ci aspettiamo che la Fed mantenga una visione più ottimistica sui prezzi e riteniamo che l'asticella per un aumento dei tassi rimanga molto alta", sottolinea Mark Dowding di RBC BlueBay Asset Management. Per l'Europa il mercato continua a prezzare circa 75 punti base di rialzi BCE entro fine anno, a partire da un primo intervento a giugno, ma il tono della Banca centrale resta però più prudente.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni