Confermata la riduzione del piano di acquisto dei bond a 200 miliardi di yen per trimestre dal prossimo anno fiscale
La Banca del Giappone (BoJ) lascia invariati i tassi di riferimento allo 0,50%, in linea con le stime degli analisti, e conferma una riduzione del piano di acquisto dei bond, a 200 miliardi di yen (1,12 miliardi di franchi) per trimestre, a partire dal prossimo anno fiscale.
Al termine della riunione di due giorni, il comitato guidato dal governatore Kazuo Ueda si è espresso a favore del mantenimento dello status quo, in scia alla contrazione del PIL nel secondo trimestre, e il continuo stallo sui negoziati con l'amministrazione Trump a Washington, per tentare di contenere l'impatto dei dazi sul commercio globale.
Dopo aver aumentato il costo del denaro a inizio 2025, il percorso verso la normalizzazione della politica monetaria, in questo frangente della congiuntura, dicono gli analisti, richiederà più tempo del previsto.
La decisione arriva in concomitanza con l'aumento dei rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine, già registrato in maggio, a fronte dei timori degli investitori per lo stato di salute dei conti pubblici, sulle prospettive di una possibile riduzione dell'aliquota dell'imposta sui consumi.
Già nel luglio dello scorso anno la BoJ aveva deciso di ridurre gli acquisti di titoli di Stato di 400 miliardi di yen su base trimestrale, fino al marzo 2026.
A inizio mese il numero uno della BoJ ha dichiarato che la banca non prevede di aumentare il tasso di riferimento a meno che non si preveda un miglioramento delle condizioni economiche e dei prezzi, sottolineando l'incertezza "estremamente elevata" dovuta ai dazi statunitensi. Ueda ha anche detto che le tariffe di Donald Trump potrebbero causare "un rallentamento dell'economia globale, erodendo gli utili delle aziende nazionali".
A ridosso della decisione lo yen si è andato ulteriormente deprezzando sul dollaro, a quota 144,80 e sull'euro a 167,30.