Economia

La Bank of England riduce i tassi di interesse al 4,25%

Decisione presa nonostante le divisioni interne e le tensioni commerciali globali

8 maggio 2025
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La Bank of England (BoE) ha annunciato - nel rispetto delle attese - un taglio dei tassi d'interesse britannici di un quarto di punto al 4,25%, a fronte dell'ultimo dato sull'inflazione al 2,6%, scesa rispetto al precedente 2,8%. Il taglio è stato sancito dal voto del Monetary Policy Committee presieduto dal governatore Andrew Bailey, sulla scia degli orientamenti della Banca centrale europea (Bce).

Il Monetary Policy Committee si è diviso addirittura in tre: con due membri che preferivano un taglio ancora più forte di mezzo punto, altri due allineati alla cautela della Federal Reserve, quindi per mantenere i tassi invariati, e cinque componenti, incluso Bailey, schierati sulla soluzione mediana del taglio di un quarto di punto, in sintonia con la decisione più recente della Bce.

Nella nota pubblicata dalla banca centrale si sottolinea come le prospettive di crescita globale si siano "indebolite" a seguito dei dazi Usa introdotti dal presidente americano Donald Trump. Tuttavia, la Boe non ha previsto al momento che la guerra commerciale possa innescare una recessione. Ancor di più se si considera che il quadro potrebbe cambiare a fronte dell'intesa sui dazi Usa-Gb annunciata oggi.

Sono previsti ulteriori tagli ai tassi nei prossimi mesi, anche se permane una certa incertezza sulla velocità e l'entità degli interventi da parte della banca centrale. "Questo taglio dei tassi è una buona notizia, ed è il quarto da quando siamo al governo, ma c'è ancora molto da fare, e so che le famiglie stanno ancora affrontando le pressioni del costo della vita", ha commentato la cancelliera dello Scacchiere Rachel Reeves, titolare delle finanze nell'esecutivo laburista di Keir Starmer.

Intanto sempre in materia di politica monetaria Trump su Truth social è tornato ad attaccare il presidente della Fed Jerome Powell che, nonostante le sue insistenze, ha mantenuto invariati i tassi, ventilando il rischio di un aumento dell'inflazione nella situazione di incertezza provocata dai dazi.

"Il 'troppo tardi' Jerome Powell è un IMBECILLE che non ha la minima idea. A parte questo, mi piace molto! Petrolio ed energia in calo, quasi tutti i costi (alimentari e "uova") in calo, praticamente NESSUNA INFLAZIONE, soldi dei dazi che entrano negli Stati Uniti - L'ESATTO OPPOSTO DI 'TROPPO TARDI'! DIVERTITEVI!", ha scritto il 78enne.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni