Economia

La Banca Centrale Cinese Mantiene il Prime Rate al 3,10%

La decisione segue il taglio di ottobre e mira a stabilizzare l'economia.

20 marzo 2025
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La Banca centrale cinese (Pboc) ha deciso di mantenere il Loan prime rate (Lpr) a un anno al 3,10% per il mese di marzo. Questa decisione segue il significativo taglio di 25 punti base effettuato a ottobre e riguarda uno dei tassi preferenziali offerti dalle banche commerciali ai clienti migliori, fungendo anche da riferimento per altri prestiti.

La mossa, annunciata tramite una nota ufficiale della Pboc, era ampiamente attesa e include anche la conferma del tasso primario sui prestiti Lpr a 5 anni al 3,60%. Questo tasso è particolarmente monitorato nel contesto della crisi del settore immobiliare.

In un momento in cui Pechino cerca di sostenere la crescita economica e stabilizzare lo yuan, la decisione della Pboc arriva dopo che la Federal Reserve ha mantenuto invariati i tassi di interesse negli Stati Uniti. La banca centrale cinese ha inoltre confermato il tasso a 7 giorni all'1,5%, considerato il vero riferimento per il Paese.

Lo yuan offshore ha recuperato leggermente nelle ultime settimane, dopo aver toccato i minimi degli ultimi 16 mesi a gennaio. Tuttavia, si è indebolito di quasi l'1,8% dalla vittoria elettorale del presidente americano Donald Trump nel novembre 2024. Dopo l'annuncio sui tassi Lpr, il renminbi è rimasto stabile a 7,2280 contro il dollaro, mentre il rendimento dei titoli di Stato a 10 anni è sceso di oltre 2 punti base all'1,932%.

I funzionari cinesi hanno promesso di intensificare le misure di allentamento monetario nel 2025, inclusi eventuali tagli dei tassi di interesse "al momento opportuno", in linea con l'obiettivo di crescita fissato da Pechino di "circa il 5%". All'inizio di marzo, il governatore della Pboc, Pan Gongsheng, ha ribadito l'impegno a mantenere la stabilità della valuta a "un livello ragionevole ed equilibrato". Secondo gli economisti, impedire un rapido indebolimento dello yuan potrebbe rappresentare un gesto di buona volontà in vista dei negoziati commerciali con Trump.