27.11.2022 - 10:44
Aggiornamento: 14:50

Credit Suisse, ‘un anno molto difficile’ ma i conti tengono

Secondo il responsabile dell’unità svizzera, che parla di adattamento culturale con l’entrata degli arabi, si è perso solo l’1% della base di asset

Ats, a cura di Red.Web
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Fra luci e ombre

Sono pochi i clienti di Credit Suisse ad aver chiuso i loro conti dopo aver ritirato parte del loro denaro. Lo ha dichiarato André Helfenstein, responsabile dell’unità svizzera della grande banca, in un’intervista ai domenicali SonntagsZeitung e Le Matin Dimanche.

"In totale, abbiamo perso solo l’1% della nostra base di asset nella divisione svizzera", ha indicato Helfenstein annotando come Credit Suisse sia redditizio in Svizzera. Nei primi nove mesi dell’anno la banca ha registrato un utile ante imposte di 1,2 miliardi di franchi. Helfenstein ha spiegato che non si tratta di dividere la banca in due parti – una svizzera e una internazionale – o di vendere le attività di retail banking (cioè prodotti bancari standard per clientela privata).

Si rende tuttavia conto che, con l’ingresso della Saudi National Bank, alcuni mettono in dubbio l’"adattamento culturale". "Ma dobbiamo stare attenti alla nostra cosiddetta superiorità morale". Gran parte dell’economia si basa sul petrolio, sottolinea Helfenstein. "La nostra prosperità è quindi nel complesso strettamente legata a questi Paesi".

Duemila posti di lavoro saranno soppressi

Per quanto riguarda i 2’000 posti di lavoro che dovranno essere soppressi in Svizzera, l’età non ha alcun ruolo, dice il direttore: "Non facciamo discriminazioni. Quando si tratta di tagliare, solo il tipo di lavoro gioca un ruolo importante. I posti che verranno soppressi sul territorio elvetico, dove chiuderanno 14 succursali, non riguardano quasi mai le operazioni con i clienti".

Secondo i dipendenti, le persone interessate dovrebbero ricevere lo stipendio per un periodo compreso tra sette e dodici mesi. Il pensionamento anticipato sarà possibile a partire dall’età di 58 anni.

Il direttore non vede alcuna demotivazione tra i dipendenti, ma "piuttosto un certo grado di stanchezza e talvolta anche di frustrazione". "La banca ha avuto un anno molto difficile", ha aggiunto.

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