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26.09.2022 - 15:20
Aggiornamento: 15:43

Diversificazione positiva, ma verso la penuria di manodopera

È la fotografia dell’economia ticinese scattata da uno studio di Credit Suisse su occupazione, attrattiva residenziale, demografica e mercato immobiliare

Ats, a cura di Red.Cantone
diversificazione-positiva-ma-verso-la-penuria-di-manodopera
Ti-Press

"A metà del decennio scorso, l’economia ticinese ha subito una battuta d’arresto". Tuttavia, la sua "forte diversificazione" si è rivelata "un vantaggio per uscire da questo periodo di difficoltà", mentre "il crescente orientamento verso attività a forte creazione di valore può costituire la base per lo sviluppo futuro del cantone". Si tratta delle considerazioni contenute in un nuovo studio regionale degli economisti di Credit Suisse che prendono in esame il Canton Ticino e analizzano vari aspetti dell’economia regionale, come lo sviluppo dei settori economici, delle aziende e dell’occupazione, i fattori di attrattiva residenziale, la crescita demografica e il mercato immobiliare.

Un’economia che sta uscendo da anni difficili

"Il Ticino ha alle spalle anni difficili – si legge in una nota che accompagna la presentazione dello studio –. Nel corso dell’ultimo decennio, vari fattori negativi come l’abolizione della soglia minima di cambio con l’euro, l’abbandono, de facto, del segreto bancario, l’iniziativa sulle residenze secondarie o la più recente pandemia da coronavirus, hanno pesato sull’economia del cantone". Situazione per uscire dalla quale, come detto, la diversificazione dell’economia ticinese si sta rivelando "un vantaggio" anche per "innescare un riassetto della struttura economica".

Mutamento strutturale verso settori a forte creazione di valore

Secondo lo studio, in Ticino si osserva "uno spostamento verso settori a forte creazione di valore, che sta dando origine a nuove specializzazioni come quella della farmaceutica, delle tecnologie medicali e delle scienze della vita, sostenute non da ultimo dalla creazione della facoltà di scienze biomediche presso l’Università della Svizzera italiana e dal polo di ricerca di Bellinzona". L’avanzamento del Cantone "in termini di capacità di innovazione e l’aumento della produttività registrato negli ultimi anni (+4,9% tra il 2011 e il 2019), rispecchiano questo mutamento strutturale".

Penuria di manodopera: il Ticino per ora meno colpito

Quanto all’occupazione, a metà del 2021 "ha ritrovato in Ticino il livello di pre-pandemia e la disoccupazione, con un tasso del 2,4%, si situa attualmente al di sotto dei valori del 2019. A differenza di quanto osservato in altre regioni del Paese, il numero di posti vacanti non ha tuttavia raggiunto livelli record e le aziende ticinesi denotano al momento minori difficoltà nel reclutamento di nuovi collaboratori" grazie alla possibilità di accedere al bacino di manodopera di oltre frontiera. Tuttavia "a medio termine le cose potrebbero cambiare". Nel contesto del nuovo Accordo sui frontalieri tra Svizzera e Italia, che deve però ancora essere approvato dal parlamento italiano, "il Ticino dovrebbe in futuro diventare meno attrattivo dal punto di vista fiscale per lavoratori italiani. A questo si aggiunge il fatto che nel corso di questo decennio, l’ondata di pensionamenti della generazione dei baby-boomer prenderà forza". Secondo le stime di Credit Suisse, "in Ticino il numero di giovani che entrano sul mercato del lavoro già oggi non è più sufficiente per compensare l’uscita di chi va in pensione". Il Cantone anticipa in questo contesto l’evoluzione a livello nazionale.

Debole dinamica demografica e invecchiamento della popolazione

Come risaputo il Ticino è uno dei cantoni con il più alto tasso di invecchiamento in Svizzera. "Se il Ticino già dal 2012 registrava un saldo naturale negativo, vale a dire un numero di decessi superiore a quello delle nascite, la ragione principale della rottura demografica a metà dello scorso decennio è stata la forte diminuzione dell’immigrazione, in particolare dei flussi migratori internazionali".

Abitare in Ticino conviene dal punto di vista finanziario

Oltre all’attrattiva del suo paesaggio, che si manifesta nello spiccato orientamento turistico, "il Ticino si posiziona anche come regione residenziale finanziariamente conveniente", rileva lo studio. "Nella classifica dei cantoni il Ticino si situa in decima posizione e risulta ancora più attrattivo per le famiglie, grazie a costi per l’accudimento dei figli in strutture di custodia collettiva fra i più convenienti del Paese".

Immobiliare: frenata della proprietà abitativa, sfitto in calo nella locazione

Sul fronte del mercato immobiliare, l’aumento dei tassi ipotecari comincia anche in Ticino a farsi sentire. "Con un aumento del 5,9% al secondo trimestre di quest’anno, la dinamica dei prezzi in Ticino è tuttavia inferiore alla media nazionale, pari all’8%". Nel corso dei prossimi trimestri "la dinamica dei prezzi dovrebbe sensibilmente rallentare". Sul mercato degli appartamenti in affitto, l’inversione di tendenza verso una riduzione dello sfitto osservata l’anno scorso a livello svizzero si è nel frattempo materializzata anche in Ticino. "Con il 5%, il tasso di sfitto complessivo rimane in Ticino tuttavia ancora elevato"

Verso una revisione strategica

Credit Suisse, le cui azioni sono crollate ai minimi storici alla fine della scorsa settimana in seguito alle speculazioni su un massiccio aumento di capitale, ha dichiarato oggi di essere "sulla buona strada" per la sua revisione strategica completa, che sarà pubblicata sulla scia dei risultati del terzo trimestre il 27 ottobre.

Di fronte alle varie voci rilanciate dai media, il numero due bancario svizzero ha ritenuto utile ricordare in un comunicato stampa il suo impegno a fornire "ulteriori dettagli" sullo stato di avanzamento della riorganizzazione, volta in particolare a ridurre la base dei costi del gruppo a meno di 15,5 miliardi di franchi.

Il Consiglio di amministrazione e la direzione generale stanno valutando "alternative che vanno oltre le conclusioni della revisione strategica dello scorso anno" e che la banca sta attuando "una serie di iniziative strategiche, tra cui potenziali dismissioni e vendite di attività".

Giovedì e soprattutto venerdì, le azioni del Credit Suisse hanno subito le ire dei detentori di capitale, chiudendo a un nuovo minimo storico di 4,07 franchi, dopo che un articolo della Reuters aveva indicato che la banca era in trattativa da settimane con gli investitori per un aumento di capitale multimiliardario, citando fonti vicine al dossier.

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