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21.07.2022 - 08:10
Aggiornamento: 14:56

Roche, crescita rallentata e cambi ai vertici

Il Ceo Severin Schwan sarà proposto come presidente del Cda. Nei primi sei mesi del 2022 il gruppo farmaceutico ha registrato ricavi per 32,3 miliardi

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone

Roche rallenta la crescita, sulla scia del minore dinamismo generato da test e medicinali legati al coronavirus: nel secondo trimestre il giro d’affari è salito meno di quanto avesse fatto nel primo trimestre. Ma i risultati aziendali sono passati un po’ in secondo piano visto il contemporaneo annuncio del cambio dei vertici, che gli analisti hanno già interpretato come all’insegna della continuità.

Concretamente il colosso farmaceutico si appresta a cambiare il Ceo Severin Schwan (in carica dal 2008) e il presidente del Consiglio di amministrazione (Cda) Christoph Franz (al suo posto dal 2014, conosciuto soprattutto per essere stato ai vertici di Swiss): quest’ultimo non richiederà più il rinnovo del mandato nell’assemblea generale del marzo 2023 e a subentrargli sarà proprio Schwan. Nuovo presidente della direzione, dal 15 marzo, sarà invece l’attuale responsabile della Divisione diagnostica, Thomas Schinecker, attivo per Roche sin dal 2003.

Classe 1975, Schinecker è specialista di genetica e di biologia molecolare con studi a Salisburgo e a New York; può contare sulla doppia nazionalità tedesca e austriaca. La sua nomina – stando a quanto affermato dal Ceo uscente Schwan in una teleconferenza – non è da intendere come un profondo cambiamento strategico per il gruppo, quanto come la conferma dell’attuale rotta.

Il nuovo numero uno sarà chiamato a regnare su un gigante del settore, come testimoniano anche le nuove cifre appena pubblicate. Nei primi sei mesi Roche ha conseguito un fatturato di 32,3 miliardi di franchi, in progressione del 5% rispetto allo stesso periodo del 2021. La Divisione farmaceutica ha contribuito con 22,3 miliardi (+3%), quella diagnostica con 9,9 miliardi (+10%). A cambi costanti l’incremento delle vendite del gruppo si è attestato pure al 5%, un dato inferiore al +11% che era stato osservato dopo i primi tre mesi del 2022.

L’utile netto ha raggiunto 9,1 miliardi, in aumento del 12%, un’evoluzione influenzata positivamente anche dalla fine della vertenza su un brevetto in Giappone e dal riacquisto di azioni proprie dal concorrente Novartis. Il risultato operativo di base – quello che più conta per gli osservatori – è salito del 9% a 12,7 miliardi. I dati pubblicati oggi sono leggermente superiori alle previsioni degli analisti.

Le previsioni per il futuro sono orientate alla cautela: il gruppo si aspetta ricavi stabili o in crescita a una bassa cifra percentuale. La dirigenza ribadisce inoltre che le vendite di preparati e test legati al Covid-19 diminuiranno di circa 2 miliardi franchi, attestandosi a circa 5 miliardi. La società si impegna comunque ad aumentare il dividendo.

La reazione della Borsa alle novità odierne non è stata di entusiasmo: in mattinata il buono di godimento Roche – è questo il valore principale che viene scambiato sul mercato – è arrivato a perdere quasi il 2%, per poi risollevarsi in calo frazionale, nell’ambito di un mercato che praticamente marciava sul posto. Dall’inizio dell’anno il titolo è arretrato del 13% e negativa (-8%) è anche la performance sull’arco di 52 settimane.

Roche è un gruppo con sede a Basilea, attivo in oltre 100 Paesi al mondo. Ha quote di mercato particolarmente elevate nel settore dei farmaci tumorali e della diagnostica. L’azienda è stata fondata nel 1896 da Fritz Hoffmann-La Roche (1868-1929). Diversi suoi preparati hanno fatto la storia della medicina e oggi Roche, per ampiezza del fatturato, è la più grande azienda farmaceutica del mondo.

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