Economia
Blocchi preventivi, banche in difficoltà con clientela russa
Le sanzioni europee riprese anche dalla Svizzera stanno colpendo pure chi non è implicato con il regime di Putin. I banchieri: ‘Applichiamo la legge’
Conti bloccati in Svizzera anche ai ‘normali’ cittadini
(Keystone)
22 Aprile 2022
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Zurigo – Dall’entrata in vigore delle sanzioni nei confronti della Russia, le banche elvetiche camminano sulle uova e a farne le spese sono anche cittadini russi che non hanno nulla a che fare con il Cremlino e il presidente Vladimir Putin. Stando a un’analisi dell’agenzia finanziaria Awp, alcuni istituti finanziari si sono spinti oltre per eccesso di cautela, nel tentativo di evitare il rischio di perdere reputazione a causa della guerra in Ucraina.

Dallo scorso 28 febbraio, in seguito all’invasione russa in Ucraina iniziata pochi giorni prima, il Consiglio federale ha deciso a più riprese di allinearsi alle sanzioni inflitte dall’Unione europea nei confronti di cittadini ed entità russe, comprese quelle di ordine finanziario come il congelamento di beni.

"So di un caso di un’azienda i cui conti sono stati bloccati durante la notte da Ubs senza la minima giustificazione e che si è trovata nell’impossibilità di pagare i suoi fornitori svizzeri", ha detto all’Awp Guy Mettan, presidente della sezione romanda della Camera di commercio Svizzera-Russia, le cui attività in relazione con la Russia sono state sospese lo scorso 3 marzo.

Contattato dall’Awp, il numero uno bancario elvetico ha detto di essersi astenuto dal fare nuovi affari con cittadini russi, ma ha reso noto di essere in contatto con i clienti attuali per ridurre il rischio nei loro portafogli. Ubs ha tenuto a sottolineare che sta lavorando "attentamente e diligentemente per rispettare tutti i requisiti necessari, in particolare le sanzioni, e per affrontare le loro potenziali conseguenze".

Non si espone invece l’Associazione svizzera dei banchieri (Asb), la quale si limita a segnalare che il settore rispetta "le leggi e i regolamenti in vigore" e applica "le sanzioni pronunciate dalle autorità svizzere, internazionali e sovranazionali". L’organizzazione non ha emesso alcuna raccomandazione specifica ai suoi membri e ha precisato di non essere in grado di commentare l’evoluzione delle relazioni commerciali delle banche svizzere con i clienti russi dall’inizio di marzo.

L’Awp, dal canto suo, citando fonti anonime afferma che alcune banche, tra cui PostFinance e Banca Migros, nelle scorse settimane hanno congelato a titolo preventivo beni di persone di nazionalità russa che non sono bersaglio di sanzioni.

"I cittadini russi domiciliati in Svizzera possono mantenere il loro conto, se la persona che detiene il conto non è soggetta a sanzioni e i clienti ci forniscono un permesso di soggiorno valido", ha spiegato PostFinance all’agenzia finanziaria. Pure la Banca Migros assicura che sta attuando pienamente le sanzioni relative alla guerra in Ucraina. L’Awp cita infine la storia di una cliente dal passaporto russo che si è vista bloccare preventivamente i conti dall’istituto e che ospita lei stessa tre rifugiati ucraini.

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