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Keystone
Il settore farmaceutico tira la volata
17.03.2022 - 09:04
Aggiornamento: 19:24
Ats, a cura de laRegione

Il settore chimico farmaceutico fa lievitare le esportazioni

Cifre record nel mese di febbraio: raggiunti i 24 miliardi di franchi, con una progressione del 15,4% rispetto a gennaio

Dopo due mesi di calo, le esportazioni svizzere segnano un nuovo record, sulla scia del dinamismo del comparto chimico-farmaceutico: in febbraio hanno raggiunto i 24,0 miliardi di franchi, con un balzo del 15,4% rispetto a gennaio. Le importazioni sono per contro calate del 2,9% a 18,3 miliardi.

Il secondo mese dell’anno si chiude così con un’eccedenza di 5,7 miliardi, stabilendo un nuovo primato dopo i 4,5 miliardi dell’agosto 2021, emerge dai dati pubblicati oggi dall’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (Udsc), cioè l’entità che sino alla fine del 2021 si chiamava Amministrazione federale delle dogane (Afd). Le variazioni indicate sono nominali: in termini reali (vale a dire corrette dell’effetto dei prezzi) si sono attestate rispettivamente a +8,1% (export) e -0,9% (import).

Nel confronto con gennaio i vari settori dell’export hanno mostrato andamenti assai differenti. Quello di gran lunga più importante, la chimica-farmaceutica, segna (a livello nominale) +26,9% (a 13,4 miliardi di franchi); seguono le macchine e l’elettronica (-1,1% a 2,7 miliardi), l’orologeria (+8,1% a 2,0 miliardi), che torna con il segno più dopo tre mesi negativi, gli strumenti di precisione (+3,8% a 1,5 miliardi) e i metalli (+4,4% a 1,3 miliardi).

A livello geografico, il continente più importante per i prodotti con il marchio della balestra rimane l’Europa (+6,5% a 13,6 miliardi), grazie anche al dinamismo mostrato dal principale paese di sbocco dell’export, la Germania (+6,3% a 3,9 miliardi). In forte crescita è il Nordamerica (+52,1% a 5,5 miliardi), mentre avanza meno l’Asia (+1,4% a 4,7 miliardi), con una performance comunque assai più decisa della Cina (+19,1% a 1,5 miliardi).

Anche sul fronte delle importazioni il settore più importante, pur mostrando un calo, è quello chimico-farmaceutico (-5,2% a 5,0 miliardi), seguito da macchine ed elettronica (+2,6% a 2,9 miliardi), prodotti energetici (-18,4% a 1,6 miliardi), metalli (+4,4% a 1,6 miliardi), veicoli (-12,2% a 1,3 miliardi), alimentari (+3,0% a 1,0 miliardi), nonché tessili e abbigliamento (+2,2% a 1,0 miliardi). Riguardo alle regioni, sono in flessione Europa (-5,4% a 13,1 miliardi) e Asia (-3,1% a 3,6 miliardi), mentre avanza il Nordamerica (+6,2% a 1,3 miliardi).

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