Economia
Ucraina: volano i prezzi di grano e mais
Il Paese si colloca al terzo posto come esportatore di frumento a livello mondiale
(Ti-Press)
22 Febbraio 2022
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Balzo del 20% per le quotazioni del grano in un solo giorno, mentre il mais destinato all’alimentazione del bestiame ha raggiunto il valore massimo da sette mesi. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sugli effetti dell’invasione russa in Ucraina alla chiusura del mercato futures della borsa merci di Chicago, punto di riferimento mondiale delle materie prime agricole.

L’Ucraina, rileva l’associazione, si colloca al terzo posto come esportatore di grano a livello mondiale. Aggiungendo la Russia, che si trova al primo posto, questi due Pesi garantiscono insieme circa un terzo del commercio mondiale.

Conseguenze per l’Italia

Un aumento che ha rilevanti conseguenze anche per l’Italia, con l’Ucraina secondo fornitore di mais destinato all’alimentazione con una quota di poco superiore al 20%. Si tratta di un duro colpo per gli allevamenti costretti a fare i conti anche con il caro energia a fronte di compensi ben al di sotto delle spese. Il mais, spiega la Coldiretti, è il componente principale dell’alimentazione degli animali. L’Italia è costretta a importare il 53% del suo fabbisogno, a seguito della riduzione di quasi un terzo della produzione interna negli ultimi dieci anni a causa delle speculazioni a danno degli agricoltori.

Dall’Ucraina, ricorda la Coldiretti, arriva in Italia grano tenero per la produzione di pane e biscotti per una quota pari al 5% dell’import totale nazionale e un quantitativo di 107mila tonnellate nei primi dieci mesi del 2021. Un valore quasi doppio rispetto a quello proveniente dalla Russia (44mila tonnellate) dalla quale arriva anche il grano duro per la pasta (36mila tonnellate).

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