il-debito-globale-raggiunge-livelli-da-primato
Ti-Press
15.12.2021 - 16:520
Aggiornamento : 18:28

Il debito globale raggiunge livelli da primato

Il settore pubblico ha speso per arginare le conseguenze della pandemia. Dati e analisi del Fondo monetario internazionale

a cura de laRegione

Il debito globale è schizzato con la pandemia a 226mila miliardi di dollari nel 2020. E ora la sua sostenibilità è a rischio con gli attesi aumenti dei tassi di interesse da parte delle banche centrali. È la fotografia scattata dal Fondo monetario internazionale (Fmi) che non nasconde le sue preoccupazioni di fronte all’indebitamento record in uno scenario caratterizzato dall’incertezza e in cui gli istituti centrali si trovano a combattere un’inflazione che corre.

Il debito globale è salito di 28 punti percentuali lo scorso anno volando al 256 per cento del prodotto interno lordo (Pil), in quello che è stato il maggiore aumento annuale dalla Seconda Guerra Mondiale. Solo nelle economie avanzate il debito pubblico è passato dal 70 per cento del Pil nel 2007 al 124 per cento dello scorso anno, mentre quello privato è passato dal 164 al 178 per cento del Pil.

L’aumento del debito globale nel 2020 è stato “giustificato dalla necessità di proteggere le vite umane, preservare posti di lavoro ed evitare un’ondata di bancarotte. Se i governi non avessero agito, le conseguenze sociali ed economiche sarebbero state devastanti”, afferma il Fondo.

Nonostante questo, però, “il balzo amplifica le debolezze, soprattutto di fronte a una stretta delle condizioni finanziarie”: la sfida cruciale è quella di centrare un “giusto mix” di politiche di bilancio e monetarie in un contesto di alto debito e alta inflazione.

Le banche centrali, osserva il Fmi, stanno giustamente spostando la loro attenzione sull’aumento dell’inflazione e delle aspettative di inflazione: “con l’aumento dei tassi di interesse la politica di bilancio” va rivista per adeguarsi alle nuove condizioni. “Una significativa stretta delle condizioni finanziarie aumenterebbe la pressione sui governi, le famiglie e le aziende più indebitate. Se il settore pubblico e quello privato si trovassero a procedere simultaneamente con il deleveraging, allora le prospettive di crescita ne risentirebbero”, osservano gli esperti di Washington.

Da qui l’invito a trovare un equilibrio fra flessibilità delle politiche e l’impegno a piani credibili e sostenibili di risanamento di bilancio: “questa strategia ridurrebbe le debolezze del debito e faciliterebbe il lavoro delle banche centrali nel contenere l’inflazione”.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved