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Continua l’aumento dei prezzi
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dati ust
01.12.2021 - 19:320

Inflazione ai massimi da 13 anni

Aumento dell’1,5%, con un indice dei prezzi al consumo a 101,6 punti. La media nell’Eurozona è molto più alta: 4,9%

L’inflazione aumenta anche in Svizzera, anche se in modo assai meno marcato che in altri paesi, e raggiunge valori che non si vedevano da oltre un decennio. Stando ai dati pubblicati oggi dall’Ufficio federale di statistica (Ust) in novembre l’indice dei prezzi al consumo si è attestato a 101,6 punti, segnando una variazione nulla rispetto a ottobre, ma un incremento annuo dell’1,5%, a fronte del +1,2% che era stato registrato nel mese precedente.

Il rincaro sta quindi puntando verso l’alto, confermando una tendenza che dura da aprile: in quel mese era stata messa fine a una sequenza di 14 mesi in calo, con il loro apice negativo in maggio e giugno 2020 (-1,3%). Il valore di novembre è anche il più elevato da 13 anni, cioè da quello (pure +1,5%) registrato nel novembre 2008.

Vista in un’ottica internazionale l’inflazione elvetica può comunque essere considerata limitata: a titolo d’esempio in Germania – principale partner commerciale – in novembre è salita al 6% secondo gli standard di calcolo europei, mentre per il locale ufficio di statistica è al 5,2%, comunque ai massimi dal 1992. Per l’intera Eurozona la prima stima flash – è notizia di ieri – è del 4,9%, valore più alto da 20 anni.

Tornando nella Confederazione, secondo l’UST la stabilità di novembre rispetto a settembre è il risultato di tendenze opposte che si sono compensate a vicenda. I prezzi dei carburanti sono aumentati, come pure quelli degli affitti delle abitazioni e dell’olio da riscaldamento. Ha invece registrato un calo il costo dei pernottamenti in albergo e degli ortaggi.

Nel dettaglio, rispetto a ottobre i prezzi dei prodotti indigeni sono scesi dello 0,1%, quelli dei prodotti importati sono saliti dello 0,4%. Su base annua i primi segnano +0,7%, i secondi +4,1%. Lo zoccolo dell’inflazione – che nella definizione dell’UST è il rincaro totale senza quello concernente prodotti freschi e stagionali, energia e carburanti – ha mostrato variazioni pari a +0,1% (mese) e +0,7% (anno).

L’UST calcola anche un indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA), misurato con la metodologia in uso nell’Unione europea, con l’obiettivo di raffrontare i dati elvetici con quelli delle nazioni comunitarie. Visto da questa prospettiva novembre presenta una variazione di -0,1% (mese) e un rincaro di +1,5% (anno).

L’inflazione in Svizzera – come in vari altri paesi – è stata per anni bassa o addirittura negativa: si è rivelata nulla nel 2014, del -1,1% nel 2015, del -0,4% nel 2016, del +0,5% nel 2017, del +0,9% nel 2018, del +0,4% nel 2019 e del -0,7% nel 2020. Quest’anno è cresciuta e il fenomeno è osservato con attenzione a livello globale.

Come noto l’efficacia dell’indice dei prezzi al consumo nell’illustrare il costo della vita percepito dai consumatori è peraltro spesso al centro di grandi discussioni. Questo è particolarmente vero in Svizzera perché, per motivi metodologici, il tasso calcolato dai funzionari di Neuchâtel non comprende i premi dell’assicurazione malattia di base, un punto di spesa che è spesso in forte progressione nei bilanci delle famiglie elvetiche. Il rincaro stabilito dall’UST ha una grande importanza in vari ambiti: dalle negoziazioni salariali agli affitti, passando per la fissazione degli alimenti nell’ambito dei divorzi.

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