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Karin Valenzano Rossi, membro del Cda di Raiffeisen Svizzera (foto Ti-Press)
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10.11.2020 - 15:050
Aggiornamento : 17:43

Raiffeisen: ‘Indipendenti per favorire i nostri clienti’

Karin Valenzano Rossi del Cda di Raiffeisen Svizzera spiega le ragioni dell’abbandono dell’Associazione svizzera dei banchieri

Raiffeisen Svizzera lascerà l’Associazione svizzera dei banchieri. Dal prossimo 31 marzo il terzo gruppo bancario svizzero e istituto leader nel settore retail continuerà a impegnarsi per una piazza finanziaria svizzera forte, ma in modo indipendente senza cioè la casacca dell’associazione di categoria. «Questa decisione rientra nell’ambito delle riflessioni per l’implementazione della strategia di gruppo che abbiamo approvato e deliberato quest’anno e che conferma che il focus principale del nostro gruppo bancario è la clientela domestica: privati e piccole medie imprese con sede in Svizzera. Per rappresentare al meglio questi interessi, che possono talvolta divergere da quelli di altre a respiro maggiormente internazionale, intendiamo essere indipendenti e quindi non più nel contesto dell’Associazione svizzera dei banchieri», afferma Karin Valenzano Rossi, membro del Cda di Raiffeisen Svizzera.

Visto che a livello nazionale rappresentate circa 1,9 milioni di soci e 3,5 milioni di clienti, vuol dire che in futuro potrete farvi promotori di un’associazione per le banche che operano prevalentemente sul mercato locale? Penso alle casse di risparmio e gli istituti regionali.

Mi sembra un tema prematuro. Al momento non abbiamo alcuna previsione in questo senso. Ora, ci preme poter essere indipendenti e rappresentare gli interessi della clientela domestica, che ci sta a cuore e che è il nostro focus principale. Nel solco del nostro modello cooperativo, siamo però senz’altro pronti a collaborare con tutti gli attori del settore finanziario che vogliano rappresentare questi interessi e che vogliano rafforzare quindi la piazza svizzera in questo senso. Siamo ben volentieri a disposizione per collaborare con le altre banche che hanno un profilo domestico ma anche con l’Associazione svizzera dei banchieri o con le grandi banche. È stata fatta una valutazione approfondita prima di prendere questa decisione. Ripeto, la nostra riflessione principale è legata al fatto di voler rappresentare davvero e liberamente gli interessi della nostra clientela. Negli anni il mercato bancario svizzero è cambiato molto e anche gli interessi all’interno della piazza finanziaria sono mutati e spesso sono divergenti.

Per la Federazione Ticino e Moesa delle banche Raiffeisen cambierà qualcosa?

Non è ancora stata presa alcuna decisione sulla partecipazione o meno all’Associazione bancaria ticinese delle banche Raiffeisen. Sarà sicuramente un tema che dovrà essere affrontato a livello locale, operando valutazioni analoghe a quelle fatte a livello nazionale. Per ora non sono previsti cambiamenti. Se ci saranno, verrano decisi a livello locale in modo autonomo.

Il presidente

‘Non più rappresentati dalle grandi banche’

L’uscita di Raiffeisen dall'Associazione svizzera dei banchieri (Asb) è una conseguenza della nuova strategia adottata dall’istituto, ma internamente il tema era da tempo in discussione: lo afferma il presidente del Cda Guy Lachappelle.

Raiffeisen è giunta alla conclusione di non essere più rappresentata dall’organismo, ha spiegato all’agenzia finanziaria Awp il dirigente con trascorsi alla Banca Coop e alla Banca cantonale di Basilea. Il fatto che l’Asb voglia parlare con una sola voce per l’intero settore bancario si traduce a suo avviso in una situazione in cui si analizzano troppo poco le opinioni dissenzienti.

Lachappelle vede le maggiori differenze di opinione rispetto all’Asb nel campo delle norme e degli standard internazionali per il settore bancario: questi, secondo Raiffeisen, non dovrebbero essere applicati pari pari alle attività con la clientela nazionale. Le grandi banche e le banche private sono invece “più disposte a fare sacrifici”, nell’interesse dell’accesso al mercato estero. “Questo è un conflitto che è in corso da anni”.

L’uscita dall’Asb non è per contro in alcun modo da intendere come dettata dalla volontà di risparmio. La quota associativa del gruppo sangallese - ha precisato Lachappelle - ammonta a un “importo milionario a una cifra’, valore che rappresenta probabilmente una quota percentuale a due cifre dell’intero budget dell’organizzazione. Semplicemente Raiffeisen utilizzerà in modo diverso i mezzi che ora si liberano.

Non c'è stato neanche alcun coordinamento con altre banche nazionali per quanto riguarda l’uscita di scena dalla Asb, ha proseguito il manager. Raiffeisen ha preso la decisione solo per se stessa. “Partiamo però dal presupposto che ora anche altre banche riconsidereranno la loro adesione”. Potrebbero comunque giungere a conclusioni diverse rispetto al gruppo Raiffeisen, ha concluso il 59enne che figura nel Cda dell’istituto dal 2018.

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