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22.10.2020 - 16:140

La ricchezza degli svizzeri 'poco toccata dalla pandemia'

Secondo uno studio di Credit Suisse la crisi del coronavirus – in linea generale – non ha inciso sui risparmi

La ricchezza globale delle economie domestiche ha risentito meno del previsto della pandemia di Covid-19 e dei danni economici da essa provocati, secondo uno studio pubblicato oggi dal Credit Suisse. In particolare l'India, la Cina e la Svizzera escono vincitori da questa crisi, mentre l'America latina è la regione che ha sofferto di più.

I patrimoni globali dei nuclei famigliari sono diminuiti di 17'500 miliardi di dollari (15'869 miliardi di franchi) tra gennaio e marzo, il che corrisponde al picco del Covid-19 in Asia dapprima e in Europa poi, ha indicato il Credit Suisse. Tuttavia tale calo è stato compensato da una rapida ripresa, sia sui mercati azionari sia a livello dei prezzi nell'immobiliare, sottolinea la grande banca nell'11esima edizione del suo studio sulla ricchezza globale, "Global Wealth Report".

A fine giugno, la ricchezza globale delle economie domestiche è progredita dello 0,25%, ovvero 1000 miliardi di dollari in più rispetto al mese di gennaio del 2020. Un incremento che però è stato "inferiore all'aumento del numero di adulti nello stesso periodo", cosicché il patrimonio medio per adulto è diminuito dello 0,4% a 76'984 dollari.

Mantenimento dei redditi durante la crisi

Secondo il professor Anthony Shorrocks, co-autore dello studio, il debole impatto della pandemia sulla ricchezza delle famiglie è imputabile in primis al mantenimento dei redditi durante la crisi. "I redditi sono stati preservati o aumentati grazie all'aiuto dei Governi, il che ha consentito ai nuclei famigliari di realizzare risparmi", ha spiegato Shorrocks in una conferenza stampa odierna.

I tassi di interesse bassi promossi dalle banche centrali e le condizioni contrattuali "flessibili" relative ai prestiti costituiscono un altro motivo importante per il mantenimento della ricchezza globale, stando al professore.

Secondo Nannette Hechler-Fayd'herbe, responsabile della strategia d'investimento di Credit Suisse e direttrice della ricerca, i risultati concernenti la distribuzione di questa ricchezza sono sorprendenti. "Non v'è un segnale che la distribuzione della ricchezza sia cambiata di fronte alla pandemia nei vari Paesi", ha spiegato in una conferenza stampa odierna.

La ricercatrice ha in particolare messo in risalto il caso degli Stati Uniti, dove malgrado le ripercussioni sanitarie ed economiche del Covid-19, gli indicatori che segnalano le ineguaglianze sono diminuiti.

Ineguaglianze persistono

Se le disparità nella distribuzione della ricchezza all'interno dei 200 Paesi analizzati dalla ricerca sono minime, è ancora presto per trarre le stesse conclusioni tra i vari Stati. L'analisi sottolinea come non siano ancora disponibili tutti gli indicatori necessari per uno studio comparativo tra i vari Paesi.

Stando al "Global Wealth Report", la regione più danneggiata dalla pandemia è stata l'America Latina (-12,8%), penalizzata dalle svalutazioni valutarie che hanno aggravato il calo del prodotto interno lordo. Nell'America del Nord la crisi sanitaria ha "paralizzato la crescita attesa", mentre "perdite" sono state generate in tutte le altre regioni, eccetto Cina e India.

Tra le maggiori economie mondiali Credit Suisse segnala il Regno Unito, che ha registrato il "livello più consistente di erosione del patrimonio in termini relativi".

Svizzera sempre prima

Con una ricchezza media per adulto di 598'410 dollari, la Svizzera era il Paese più facoltoso in termini di ricchezza lorda pro capite nel 2019 e questa posizione confortevole ha permesso alla Confederazione di attraversare con maggiore serenità la crisi legata al Covid-19.

La Svizzera è "uno dei grandi vincitori di questa crisi", sostiene il professor Shorrocks, che sottolinea il ruolo preponderante del franco forte rispetto al dollaro. I tassi di interessi bassi sono stati pure un vantaggio, stando allo studio. Dal primo gennaio al 30 giugno, la ricchezza media in Svizzera è così progredita del 3,9% malgrado l'epidemia di coronavirus.

Gli autori dello studio pubblicato dal Credit Suisse hanno peraltro messo in evidenza la solidità dell'anno 2019, che è stato eccezionale in termini di creazione di ricchezza a livello mondiale, e che ha consentito al pianeta di essere "nella migliore situazione possibile per far fronte a questa pandemia".

Tuttavia, tra gennaio e giugno, nel confronto con le aspettative precedenti alla pandemia, la ricchezza globale si è ridotta in tutto il mondo di 7'200 miliardi di dollari, pari 1'391 dollari per adulto.

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