laRegione
ermotti-le-fusioni-bancarie-sono-inevitabili
Ermotti lascerà la guida di Ubs alla fine di ottobre (Keystone)
ULTIME NOTIZIE Economia
Economia
32 min

Crollano i consumi, la Svizzera ‘anticipa’ il lockdown

Ristoranti e negozi sono aperti, ma la gente si tiene lontana e solo i supermercati girano a pieno regime
Economia
18 ore

La pandemia minaccia l'industria svizzera del cioccolato

Calo del 14,3% del giro di affari fra gennaio e agosto. Chocosuisse chiede che si agisca sulle 'misure protezionistiche dannose per la piazza elvetica'.
Economia
19 ore

PostFinance sopprime 130 impieghi ma ne vuole creare 80

Oltre a investire in nuovi settori di attività, l'azienda mira anche a rendere più efficienti i processi e le strutture esistenti
Economia
1 gior

Svizzera, per Novartis cresce il fatturato ma cala l'utile

Resi noti i risultati del gigante farmaceutico renano durante il terzo trimestre. La divisone generici Sandoz ha segnato un calo
Economia
1 gior

Implenia, a rischio 250 posti di lavoro in Svizzera

Un piano di ristrutturazione del gruppo prevede tagli del personale anche nel nostro Paese
Economia
1 gior

Pandemia oppure no, gli orologi si acquistano sempre in negozio

Gli acquirenti di orologi svizzeri continuano a preferire le boutique fisiche. Anche se un'ampia maggioranza delle aziende produttrici è pessimista sul futuro.
Economia
2 gior

Chi ne ha tanti, li spende di più di un anno fa

L'emergenza sanitaria dirada le occasioni di uscita e i consumatori più facoltosi acquistano merce più costosa che nel 2019. Il settore del lusso festeggia.
Economia
4 gior

Intel, tonfo in borsa dopo i risultati trimestrali

Il titolo del produttore di microprocessori perde l'11% dopo la presentazione di conti sotto le aspettative degli analisti
Economia
5 gior

Huawei punta a una forte espansione in Svizzera

Crescita nonostante la pandemia. I dipendenti passeranno da 300 a 550 entro la fine del prossimo anno
Economia
5 gior

Caso Bsi, la Finma ha rivisto al ribasso la sanzione

Dagli iniziati 95 milioni a 70 milioni di franchi. È l'importo dell'utile indebito confiscato dalle autorità nella vicenda del fondo sovrano malese 1MDB
Economia
5 gior

La ricchezza degli svizzeri 'poco toccata dalla pandemia'

Secondo uno studio di Credit Suisse la crisi del coronavirus – in linea generale – non ha inciso sui risparmi
Economia
1 sett

I consumatori chiedono un ‘bollino di riparabilità’

Secondo un sondaggio dell’Alleanza delle organizzazioni dei consumatori gli svizzeri sono pronti a pagare di più per prodotti riparabili
Economia
1 sett

Nestlé: risultato solido dopo i primi 9 mesi

Crescita del 3,5% per la multinazionale svizzera, nonostante la crisi pandemica
Economia
1 sett

Upc ricorre contro la multa sui diritti delle partite di hockey

L'operazione ha deciso di opporsi alla sanzione di 30 milioni di franchi inflitta dalla Comco
Economia
1 sett

Il campionato di hockey anche su Swisscom

La piattaforma 'blue' potrà offrire i pacchetti MySport di Upc, che sinora offriva in esclusiva le partite di disco su ghiaccio
Economia
22.09.2020 - 17:150

Ermotti: 'Le fusioni bancarie sono inevitabili'

Dopo l'ipotesi Ubs-Credit Suisse si fa strada l'idea di mega-fusioni bancarie, anche con istituti esteri

Il presidente della direzione uscente di UBS Sergio Ermotti vede di buon occhio il valzer di fusioni bancarie che sembra prospettarsi in Europa. "Il treno ha ormai già lasciato la stazione, il consolidamento è inevitabile", ha detto il manager luganese. "E questo è un bene per i mercati".

Di per sé la grandezza non ha importanza: decisivo è però essere grandi in settori dove sia possibile creare un valore aggiunto sostenibile per gli azionisti, ha argomentato il 60enne in una conferenza degli investitori di Bank of America di cui riferisce la Reuters.

Too big to fail, too small to live

Secondo Ermotti in passato il dibattito in Europa è stato troppo dominato dal tema dei rischi che le grandi banche comportano per il sistema finanziario. Troppa poca attenzione è invece stata prestata al fatto che gli istituti possono essere anche troppo piccoli per rimanere competitivi. Al più tardi con la crisi del coronavirus si è però assistito a un cambio di mentalità.

Sempre agli occhi del dirigente di UBS, le autorità di regolamentazione sono pronte a riesaminare tali questioni. "In questo senso, non credo che i regolatori siano di per sé un ostacolo: negli ultimi mesi si sono al contrario dimostrati molto disponibili ad essere aperti nei confronti di cose cose che hanno un senso", ha osservato Ermotti. Naturalmente devono fermare quelle che un senso non l'hanno.

Le parole del Ceo uscente - abbandonerà la guida di UBS a fine ottobre - sono destinate ad essere ben ascoltate dopo che la settimana scorsa il blog finanziario Inside Paradeplatz ha lanciato la bomba di una possibile mega-fusione fra la più grande banca elvetica e il numero due del ramo, Credit Suisse. Si è parlato di discussioni di cui sono già stati avvertiti il capo del Dipartimento federale delle finanze Ueli Maurer e l'Autorità di vigilanza sui mercati finanziari finanziari (Finma). Nel frattempo altri media hanno ventilato un interesse di UBS per nozze transfrontaliere, in particolare con Deutsche Bank.

Ubs, il male minore per Credit Suisse

Il tema potrebbe peraltro essere di stretta attualità anche per Credit Suisse, che ha una capitalizzazione borsistica di ormai solo 24 miliardi. C'è chi vede ormai all'orizzonte il pericolo di un acquisizione, magari proveniente dall'estero: l'istituto è peraltro già per quattro quinti nelle mani di investitori stranieri, che hanno anche perso parecchi soldi, visto il cattivo andamento dell'azione. Dovesse presentarsi qualcuno intenzionato a rilevare il tutto potrebbero non esitare a lungo. Vista la situazione all'interno di CS potrebbe farsi strada l'idea che gettarsi fra le braccia dei rivali di UBS sia la soluzione meno cattiva.

Anche altri 'big' ci credono

L'idea delle mega-fusioni bancarie trova nuova linfa nelle ultime dichiarazioni dei dirigenti di Credit Suisse (CS) e Deutsche Bank. "Avrebbero senso", affermano i primi, "ci stiamo preparando", dicono i secondi.

In una conferenza con gli investitori, il Ceo di CS Thomas Gottstein ha detto di aspettarsi che il consolidamento del settore continui. I tassi di interesse negativi stanno mettendo sotto pressione i proventi degli istituti e allo stesso tempo in molti paesi vi sono ancora troppe banche, ha detto il 56enne.

D'altra parte le operazioni transfrontaliere e persino le fusioni all'interno di una sola nazione sono ora più complicate di prima, perché sussiste una resistenza nei confronti delle grandi banche, vista la problematica del too big to fail (troppo grandi per fallire). "Vediamo, come le cose si svilupperanno", ha chiosato Gottstein. "Ma in linea di principio le fusioni hanno molto senso".

Pronti all'aggancio

Nelle stesse ore sul tema si è espresso anche James von Moltke, responsabile delle finanze di Deutsche Bank. "Siamo concentrati sull'attuazione della nostra strategia e crediamo che questa ci prepari alle fusioni, quando dovesse essere il momento giusto e si presentano le giuste opportunità", ha affermato in un evento online per gli investitori.

L'istituto sta "lavorando sodo" per prepararsi a un'ondata di unioni nel ramo, ha aggiunto il manager. "Il consolidamento acquisterà slancio in Europa", ha proseguito. A suo avviso la logica industriale che sta dietro alle fusioni bancarie è molto forte. Ma le acquisizioni sul mercato interno rimangono difficili: nel 2019 la Deutsche Bank aveva esaminato un possibile matrimonio con Commerzbank, ma i colloqui erano stati interrotti dopo poche settimane.

'Non è la soluzione'

A raffreddare gli ardori ci ha pensato però Raimund Röseler, direttore esecutivo del Bundesanstalt für Finanzdienstleistungsaufsicht (BaFin, la Finma tedesca). Le fusioni possono aiutare ad abbassare i costi e aprire la strada verso un aumento dei prezzi, certo: "ma crediamo veramente che i problemi del mercato bancario tedesco si risolveranno, se invece di 1400 istituti ne avessimo 700 o 500?", si è chiesto lo specialista. "Io non lo penso".

Secondo Röseler - che ha parlato a un evento a Francoforte e le cui dichiarazioni sono riportate, come tutte le altre, dalla Reuters - le banche farebbero meglio a pensare a nuove strategie. I costi, nel confronto con altri paesi, sono troppo alti se paragonati agli introiti.

La banca delle banche?

Il tema è assai attuale anche in Svizzera.  Secondo alcune testate l'Ubs punterebbe a una grande banca europea: l'elenco delle fidanzate comprenderebbe Deutsche Bank, la britannica Barclays e la francese BNP Paribas. Non sarebbero però ancora state avviate trattative concrete.
 
 


 
 

© Regiopress, All rights reserved