laRegione
Nuovo abbonamento
ULTIME NOTIZIE Economia
Economia
9 ore
Crypto International licenzia quasi tutti i suoi dipendenti
La mancata licenza d'esportazione impone una drastica scelta: l'azienda intende tagliare 83 dei suoi 85 impiegati in Svizzera
Economia
1 gior
Quattro novi Citylink sui binari ungheresi
Il gruppo turgoviese Stadler consegnerà quattro tram-treni supplementari alle ferrovie magiare,
Economia
3 gior
L'oro vola sopra i 1'800 dollari, prima volta da 2011
La volata è legata ai bassi tassi di interesse e all'aumento dei casi di coronavirus che hanno innescato la corsa al bene rifugio
Economia
3 gior
Il coronavirus incide poco sui tassi ipotecari
Lo indica MoneyPark. Alla fine di giugno, il tasso di riferimento era dell'1,20% per le ipoteche a 10 anni e dell'1,02% per quelle a 5 anni
Economia
3 gior
Coronavirus, utili in calo del 31% per le aziende svizzere
Le aziende industriali sono quelle che hanno sofferto di più, mentre le grandi imprese hanno mostrato una resistenza migliore rispetto alle Pmi
Economia
3 gior
Commercio al dettaglio, forte aumento delle vendite in maggio
Crescita del 6,6% grazie all'allentamento delle misure adottate per contrastare la diffusione del coronavirus
Economia
1 sett
Macy's taglia 3'900 impieghi per far fronte al calo-vendite
L'ombra lunga del coronavirus non risparmia la catena di negozi statunitense: forza lavoro ridotta del 3 per cento circa
Economia
1 sett
Le Pmi svizzere prevedono esportazioni al minimo storico
Il calo del clima del settore e la relativa crisi sono legati strettamente alla pandemia di covid-19. Secondo un sondaggio, le aziende temono il futuro
Economia
1 sett
Cornèr lancia una nuova piattaforma digitale d'investimento
Si chiama 'Invest' e propone una navigazione intuitiva anche a chi non dispone di conoscenze informatiche sofisticate
Economia
1 sett
Dufry, a causa del virus costi del personale da ridurre
L'azienda specializzata nel commercio al dettaglio esentasse, ridurrà i costi attraverso prepensionamenti e licenziamenti
Economia
1 sett
Dalle banche ticinesi 1,2 miliardi di franchi in crediti Covid
Assemblea annuale dell'Abt (che quest'anno festeggia il suo centesimo anniversario): tra bilancio post pandemico e riconferma del presidente Petruzzella
Economia
1 sett
Credit Suisse rileva il 35% della banca digitale Modalmais
La transazione per l'acquisto del capitale azionario della società brasiliana si aggira attorno ai 5 miliardi di real brasiliani (circa 900 milioni di franchi)
Economia
1 sett
Caduta 'vertiginosa' dei posti di lavoro disponibili
Adecco Svizzera fotografa la situazione economica dovuta al Covid e indica la situazione ben più grave della crisi finanziaria del 2008-2009
Economia
1 sett
Economiesuisse, Heinz Karrer lascia presidenza in settembre
Christoph Mäder sarà proposto come suo sostituto in occasione della prossima riunione del comitato direttivo, che si terrà il primo ottobre
Economia
1 sett
'La crisi non sarà così profonda come quella del 2008'
Lo dice l'ex presidente della Banca nazionale Philipp Hildebrand. Secondo cui: 'La globalizzazione sarà diversa. Ma non scommparirà'
Economia
1 sett
L'Europa dei prezzi, dove si spende meno dal cibo alla moda
Attenzione ai ristoranti danesi, mentre veri affari si potrebbero fare con lo shopping di vestiti in Bulgaria, Italia è vantaggiosa per l'elettronica
Economia
2 sett
Stadler Rail sui binari della tedesca Vipco
Il costruttore ferroviario turgoviese acquisisce la società germanica specialista nello sviluppo di software e componenti elettroniche
Economia
29.06.2020 - 14:570

L'immigrazione non sottrae lavoro agli svizzeri

Il sedicesimo rapporto della Seco: Con la

"L'immigrazione che la Svizzera ha vissuto negli ultimi anni sembra aver soddisfatto le esigenze del mercato del lavoro", ha indicato oggi la Segreteria di Stato dell'Economia (Seco) presentando a Berna il sedicesimo rapporto dell'Osservatorio sulla libera circolazione delle persone tra Svizzera e Ue.

Stando al rapporto, il potenziale della manodopera indigena e straniera viene "utilizzato in modo soddisfacente" nella Confederazione. In Ticino emergono tuttavia molti più limiti rispetto alle altre regioni.

In tutte e tre le regioni linguistiche, l'immigrazione nel contesto della libera circolazione delle persone ha svolto negli ultimi anni un ruolo chiave nella crescita dell'occupazione, secondo quanto riporta il rapporto, pubblicato a meno di tre mesi dalla votazione del prossimo 27 settembre sull'iniziativa Udc "per un'immigrazione moderata (iniziativa per la limitazione)".

Secondo Boris Zürcher, direttore della divisione lavoro presso la Seco, i timori iniziali che gli svizzeri sarebbero stati esclusi dal mercato del lavoro a causa dell'Accordo bilaterale sulla libera circolazione delle persone (Alc) non sono stati confermati.

Maggiore flessibilità

La Seco ritiene inoltre che gli immigrati Ue/Aels offrono maggiore flessibilità al mercato del lavoro svizzero: "è più probabile che lavorino di notte o di sera rispetto ai lavoratori nati in Svizzera", ha indicato Roland Müller, direttore dell'Unione svizzera degli imprenditori, aggiungendo che l'accordo sulla libera circolazione delle persone ha favorito anche l'arrivo di lavoratori altamente qualificati.

La maggiore flessibilità dei lavoratori stranieri è stata sottolineata anche dalla direttrice della Seco Marie-Gabrielle Ineichen-Fleisch, secondo cui l'Alc ha un ruolo centrale nella promozione dell'economia elvetica. Tuttavia, si è detta "comprensiva" per gli effetti negativi che la libera circolazione ha avuto sui lavoratori elvetici, aggiungendo che la Seco e il Consiglio federale prendono molto sul serio le preoccupazioni, ad esempio tramite l'attuazione di misure di protezione.

Frontalieri

Rispetto alla Svizzera tedesca, la Svizzera romanda e il Ticino hanno registrato un'immigrazione netta più elevata e una crescita più sostenuta dell'occupazione frontaliera, ha detto Zürcher. Inoltre, secondo il funzionario della Seco, tutte e tre le regioni "sono riuscite a sfruttare il potenziale della forza lavoro indigena in parallelo con l'immigrazione in modo sempre più soddisfacente".

Il rapporto rileva tuttavia che in Ticino - tra il 2010 e il 2019 - si è registrato un aumento della partecipazione al mercato del lavoro meno marcato rispetto al resto della Confederazione.

In effetti, la Romandia e il Ticino hanno tassi di disoccupazione più elevati rispetto alla Svizzera tedesca. A Sud delle Alpi, il tasso di disoccupazione ai sensi dell'Ufficio internazionale del lavoro (Ilo), in forte aumento tra il 2012 e il 2013, ha riguardato soprattutto gli immigrati provenienti dall'Ue/Aels.

La quota parte di frontalieri occupati Svizzera ha raggiunto il 6,2% nel 2019, in aumento rispetto al 4,7% del 2010.

Salari bassi non significa dumping

Il Ticino rappresenta invece un caso particolare: con una quota del 28,5%, i frontalieri hanno costituito nel 2019 - così come l'anno precedente - una fetta estremamente elevata del mercato del lavoro locale, indica il rapporto. Negli ultimi otto anni la quota dei frontalieri è aumentata significativamente (+5,6% rispetto al 2010), viene indicato nel rapporto della Seco.

Secondo Zürcher, già prima dell'Alc il Ticino registrava un tasso di disoccupazione più alto rispetto alla Svizzera tedesca. Tuttavia, aumento della disoccupazione e aumento dell'immigrazione non sono direttamente collegati, ha aggiunto il direttore della divisione lavoro presso la Seco, aggiungendo che "salari bassi non significa dumping". Si tratta del sedicesimo rapporto e mostra che non c'è stata una sostituzione sistematica, ha poi ribadito.

Salari

Per quanto riguarda i salari, vi sono state alcune disparità tra le tre regioni, ammette la SECO. Il salario medio, tra il 2002 e il 2018, è aumentato dell'1,2% nella Svizzera tedesca, dell'1,1% nella Svizzera francese e solo dello 0,8% in Ticino. Per quanto riguarda il salario lordo, il Ticino (6'306 franchi) è nettamente al di sotto della media elvetica (7'624).

Cifre stabili

Stando ai dati forniti oggi, l'immigrazione dai paesi europei è rimasta stabile nel 2019. Dalla regione Ue/Aels, le cifre sono rimaste praticamente costanti con circa 30'700 (31'200 nel 2018). Tuttavia, il calo della migrazione netta è stato molto meno pronunciato rispetto alla metà del decennio. Gli autori del rapporto spiegano tale trend con "una domanda di manodopera un po' più forte in Svizzera negli ultimi due anni".

L'immigrazione netta da paesi terzi è diminuita lo scorso anno di 2700 unità, passando a 20'800 persone. Dal rapporto emerge tuttavia un cambiamento in base alle regioni di origine: tra il 2010 e il 2019, l'immigrazione di forza lavoro dall'Europa meridionale e orientale è aumentata molto di più di quella dall'Europa settentrionale e occidentale. Ciò è dovuto alla situazione economica di tali Paesi, precisa la Seco.

Secondo l'Osservatorio sulla libera circolazione delle persone tra Svizzera e UE, l'immigrazione dall'UE/AELS ha un impatto positivo anche sul primo pilastro. Dal punto di vista delle rendite AVS e AI, gli stranieri contribuiscono infatti in modo decisivo al finanziamento e al consolidamento delle assicurazioni sociali.

Coronavirus

Per il momento, sottolinea il rapporto, è ancora molto difficile stimare le conseguenze di questa crisi legata al Covid-19 sui movimenti migratori all'interno dell'Europa, così come sullo sviluppo economico nel suo complesso.

A breve termine, lo scambio internazionale di manodopera è stato gravemente ostacolato dalla pandemia. Una volta terminata la prima ondata, lo sviluppo economico dovrebbe gradualmente riprendere nella seconda metà del 2020. E secondo la Seco, è "probabile che la migrazione di manodopera in Europa rimarrà moderata nei prossimi mesi".

© Regiopress, All rights reserved