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Economia
16.06.2020 - 08:340
Aggiornamento : 17.06.2020 - 16:04

'La più grande crisi economica in Svizzera dal 1975'

La Segreteria di Stato dell'economia prevede per il 2020 una riduzione del prodotto interno lordo del 6,2%

La Segreteria di Stato dell'economia (Seco) prevede per il 2020 una riduzione del prodotto interno lordo del 6,2% e un tasso di disoccupazione medio annuo del 3,8 %. Se confermato, il dato - considerato al netto dei grandi eventi sportivi, che incidono sensibilmente perché in Svizzera hanno sede le ricchissime federazioni internazionali - si tradurrebbe nel più grave crollo dal 1975.

Gli esperti della Confederazione, emerge dal comunicato diffuso questa mattina, sono tuttavia un po' meno pessimisti riguardo alla congiuntura elvetica: sulla scia della crisi del coronavirus il paese vivrà quest'anno il più forte calo del prodotto interno lordo (Pil) da decenni a questa parte, ma il quadro si è fatto leggermente più favorevole rispetto a quanto apparisse alcune settimane or sono.

L'andamento della congiuntura è strettamente legato a quello della pandemia, ricorda la Seco. Pertanto le previsioni sono caratterizzate da un grado straordinariamente alto di incertezza. Da un lato la ripresa economica potrebbe essere più rapida del previsto, per esempio se le misure venissero allentate più rapidamente, se i consumatori in Svizzera fossero meno titubanti o se la ripresa all'estero dovesse essere più positiva del previsto. Dall'altro, la pandemia potrebbe riaccendersi sia nei 26 cantoni, sia presso i principali partner commerciali, provocando un'ulteriore stretta delle misure di contenimento. 

Previsioni per il 2021

Nel 2021 l’economia svizzera dovrebbe continuare sulla scia di una moderata ripresa: il gruppo di esperti prevede un aumento del Pil del 4,9 % (previsione di aprile: 5,2 %). Ciò sarà possibile a patto che non sia necessario un ulteriore inasprimento dei provvedimenti di politica sanitaria, che gli effetti economici di secondo impatto come licenziamenti e fallimenti aziendali siano limitati e che la domanda estera si normalizzi. In uno scenario del genere, a livello nazionale le spese per i consumi e gli investimenti dovrebbero progressivamente aumentare. Per quanto riguarda il mercato del lavoro la situazione migliorerà, ma lentamente: nel 2021 la disoccupazione potrebbe arrivare al 4,1 % in media annua, mentre l’aumento dell’occupazione sarà piuttosto contenuto.

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