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Jan-Egbert Sturm, direttore del Kof, prospetta un aumento molto importante della disoccupazione (foto d'archivio Ti-Press)
Economia
28.05.2020 - 09:070

Sturm (Kof), lontani da una 'normalizzazione' economica

Il direttore del Centro di ricerca turicense mette in guardia: i problemi si protrarranno. Molto dipenderà dai mercati esteri: 'Serve una congiuntura che giri'

Gli allentamenti sul fronte delle misure anti-coronavirus non devono trarre in inganno, sul piano economico siamo molto lontani da una normalizzazione: lo afferma il direttore del Centro di ricerca congiunturale del Politecnico di Zurigo (Kof) Jan-Egbert Sturm, che prevede anche problemi per l'anno prossimo, con un sensibile aumento della disoccupazione.

"In Svizzera riteniamo di aver superato la crisi sanitaria, ma in molti Paesi questo non è ancora avvenuto, in particolare in importanti mercati quali gli Stati Uniti, la Gran Bretagna o l'Ue", mette in guardia Sturm in un'intervista pubblicata dal Tages-Anzeiger e dalle testate sorelle. Non basterà quindi una ripresa della fiducia dei consumatori: la Svizzera, quale Paese esportatore, ha bisogno di una congiuntura mondiale che giri a pieno regime.

Secondo l'esperto la recessione è inevitabile. "Vedremo una ripresa in alcuni comparti, soprattutto nel settore del commercio al dettaglio e dei servizi, ma siamo ancora molto lontani da dove eravamo prima".

"Nell'industria in particolare, temo che la crisi sia appena iniziata", osserva il 51enne di nazionalità olandese. Finora l'attività è proseguita grazie alle commesse in portafoglio, ma adesso verranno a mancare nuovi ordinativi, con effetti a cascata su tutte le filiere.

Sturm mette in guardia dall'idea di revocare troppo presto le misure di sostegno adottate da Confederazione e cantoni. Lo Stato dovrebbe inoltre pensare a come può rimettere in moto più rapidamente il motore economico. Una strada potrebbe essere un apporto della Banca nazionale svizzera alla cassa disoccupazione, in modo da evitare un aumento dei contributi sociali.

Si tratta infatti di far fronte all'inevitabile aumento delle persone senza impiego. "Anche se il lavoro ridotto ha salvato posti di lavoro, non tutti potranno tornare ad essere occupati", afferma il professore del politecnico con studi nei Paesi Bassi. "Ciò significa anche che non abbiamo ancora raggiunto il picco della disoccupazione. Quest'anno ci aspettiamo una media del 3,6%, nel 2021 del 4,3% Da questo appare chiaro che prevediamo come la crisi abbia effetti negativi fino all'anno prossimo".

"Tassi di senza lavoro così elevati sono straordinari per la Svizzera", sottolinea lo specialista. "La crisi economica è tutt'altro che finita". A chi chiede di far fronte alla situazione diminuendo l'onere fiscale Sturm risponde: "sarei già contento se le imposte non saranno aumentate". Il debito pubblico salirà infatti rapidamente e per ridurlo subito si farà strada la richiesta di aumentare le tasse. "Ma nella situazione attuale ciò non sarebbe possibile, avrebbe conseguenze disastrose", conclude l'economista dal 2005 alla testa del KOF.

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