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15.01.2020 - 13:200

La crisi climatica irrompe al Wef

Uno studio pubblicato oggi dal World economic forum in programma a Davos a fine mese traccia i rischi presenti e futuri

C'è il clima, per la prima volta, in cima ai pericoli globali identificati dagli specialisti del Forum economico mondiale (Wef).

Eventi climatici estremi, disastri ambientali causati o no dall'uomo, perdita di biodiversità e un'inazione di fronte al cambiamento climatico che scavalcano, fra le minacce per il mondo, i rischi fino ad oggi percepiti come più incombenti, ossia quelli legati all'economia globale e al sistema finanziario. Anche se, nel breve termine, è previsto un esacerbarsi degli scontri commerciali e della polarizzazione che rischia di rivelarsi "catastrofico".

Un rapporto lancia l'allarme

L'allarme arriva dal rapporto sui rischi globali del pianeta pubblicato oggi dal Wef, un documento che mette nero su bianco la percezione dei rischi da parte di 750 esperti e autorità globali, tracciando una classifica in base alla probabilità che questi rischi si verifichino e valutando il loro impatto. Per la prima volta, dal lancio dello studio dieci anni fa, i rischi climatici e ambientali occupano le prime cinque posizioni di quelli ritenuti più rilevanti in termini di probabilità dell'impatto nei prossimi 10 anni (mentre per quanto concerne la gravità dell'impatto al secondo posto si inseriscono le armi di distruzione di massa).

Rischi anche economici

"I principali rischi di lungo termine sono interamente ricondotti a gravi minacce alla nostra situazione climatica", avverte il rapporto, anche se nel breve termine sono riconosciuti come pericoli significativi gli scontri a carattere economico (guerra dei dazi) e la polarizzazione politica interna, una minaccia considerata in aumento. Il rapporto prevede un anno di divisioni interne ai paesi e internazionali e avverte che le turbolenze geopolitiche stanno proiettando la Terra verso "un mondo unilaterale destabilizzato dalle rivalità delle grandi potenze, in un momento in cui imprese e leader di governo dovrebbero urgentemente focalizzarsi nella collaborazione per affrontare rischi condivisi".

Confronto Trump-Thunberg

A una settimana dal lancio della 50esima edizione del Forum economico di Davos, dove si preannuncia un nuovo confronto a distanza fra il presidente americano Donald Trump e la giovane attivista ambientalista svedese Greta Thunberg, il Wef lancia l'appello a "un approccio che tenga conto della diversità degli interessi, per mitigare i rischi in un momento in cui il mondo non può aspettare che la nebbia del disordine geopolitico si diradi da sola".

Il documento - realizzato da due società attive in campo assicurativo, l'americana Marsh & McLennan e l'elvetica Zurich - stabilisce la necessità per i politici di coordinare gli obiettivi di protezione del pianeta e quelli di avanzamento economico, mentre per le aziende l'esigenza è di adeguarsi a obiettivi basati sulla scienza, onde evitare il rischio di perdite disastrose in futuro.

"Il panorama politico è polarizzato, il livello dei mari si sta innalzando e il cambiamento climatico è ormai una realtà", dichiara il presidente del Wef, il norvegese Borge Brende, citato in un comunicato. "Il 2020 deve registrare la cooperazione dei leader mondiali con tutti i settori della società, al fine di sanare e rafforzare i nostri sistemi di collaborazione, non solo per ottenere un vantaggio nel breve termine ma per poter affrontare i rischi comuni più profondamente radicati".

Il documento è stato diffuso con l'approssimarsi dell'incontro annuale a Davos, in programma dal 21 al 24 gennaio. All'evento di per sé privato, spesso oggetto di critiche anche per le sue implicazioni finanziarie per gli enti pubblici, sono attesi 2800 partecipanti di 118 paesi, fra cui oltre 50 capi di stato e di governo.
 
 

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