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11.09.2019 - 11:090

Libra esisterà solo se la Finma vorrà

L'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari avrà l'ultima parola nell'autorizzare la criptovaluta di Facebook

Libra potrà vedere luce in Svizzera solo con l’autorizzazione dell’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (Finma): ad affermarlo è lo stessa Finma, che ha fornito le prime indicazioni relative agli aspetti giuridici del progetto di criptovaluta di Facebook.

In un comunicato odierno l’autorità conferma di aver ricevuto una richiesta di Libra Association, associazione con sede a Ginevra, riguardo all’inquadramento della questione dal punto di vista della vigente legislazione elvetica.

Libra necessiterebbe di via libera della Fima quale sistema di pagamento secondo la legge sull’infrastruttura finanziaria (LinFi). Automaticamente dovrebbe inoltre sottostare alla normativa elvetica sul riciclaggio di denaro: occorrerebbe garantire il rispetto dei più elevati standard internazionali nell’intero ecosistema del progetto, puntualizzano i funzionari bernesi.

I servizi accessori di Libra dovrebbero essere altresì subordinati all’osservanza di condizioni supplementari, che concernerebbero in particolare l’ambito dei requisiti in materia di ripartizione del capitale (per i rischi di credito, di mercato e operativi), di liquidità e di ripartizione dei rischi, come pure la gestione della riserva.

Le condizioni supplementari dovrebbero basarsi sugli standard riconosciuti per attività comparabili sul mercato finanziario ed essere adeguate alle dimensioni del progetto. Per esempio, i rischi di natura bancaria dovrebbero sottostare a condizioni normative simili a quelle bancarie.

In ragione della prospettata portata internazionale del progetto, sarebbe indispensabile mettere a punto una procedura coordinata sul piano internazionale. In particolare occorrerebbe definire i requisiti concernenti la gestione della riserva e quelli attinenti alla lotta contro il riciclaggio di denaro.

La Finma avvierebbe un’eventuale procedura di autorizzazione secondo il diritto in materia di vigilanza svizzero solo se venisse inoltrata una domanda concreta, si legge nella nota. In conformità alla prassi vigente non informerebbe né in merito allo stato della procedura in corso, né sul momento in cui quest’ultima potrebbe essere conclusa.

Ulteriori questioni correlate al progetto Libra, per esempio inerenti ad aspetti fiscali, di concorrenza o di protezione dei dati, esulano dal diritto in materia di vigilanza e, pertanto, dalla sfera di competenza della Finma, conclude l’autorità.

Il gruppo tecnologico americano Facebook aveva annunciato in giugno il lancio della moneta digitale. Libra sarà basata sulla tecnologia blockchain: a differenza del bitcoin e di altre criptovalute si presenta però come una stablecoin, ossia come una moneta vincolata a quelle a corso legale, come il dollaro, permettendo in questo modo di evitare i problemi legati alla volatilità. L’acquisto della valuta dovrebbe essere possibile tramite Calibra, una società sussidiaria di Facebook.

La moneta sarebbe emessa da Libra Association, l’associazione con sede a Ginevra fondata il 12 giugno 2019 che ha come scopo – in base al registro di commercio – la creazione di un ecosistema monetario e finanziario globale comprendente miliardi di persone. Sarà questa entità ad essere chiamata a gestire la nuova criptovaluta. Quets’ultima avrebbe una copertura totale attraverso un fondo di riserva composto da varie valute quali dollaro, euro e yen.

Gli ambiziosi progetti di Facebook hanno messo sul chi vive non poche persone. La stessa società fondata da Mark Zuckerberg ha ammesso che Libra ha attirato "una significativa attenzione dei governi e delle autorità". L’azienda ha anche fatto presente che l’accettazione della valuta da parte del mercato è soggetta a rischi. Non è quindi escluso che i tempi slittino o che Libra non veda la luce, aveva avvertito la società a fine luglio.

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