Economia
30.06.2019 - 23:130

Usa-Cina, la tregua non convince i mercati

Secondo gli analisti, l'intesa è priva di contenuti e non serve a disinnescare la guerra dei dazi, ma nel 2020 ci saranno le elezioni americane

La tregua commerciale fra Stati Uniti e Cina alla prova dei mercati. L'accordo per tornare a sedersi al tavolo e trattare rimuove, almeno per il momento, il rischio di uno scontro a tutto campo fra le due superpotenze economiche e quindi appare destinato a spingere le Borse mondiali. Ma, avvertono gli analisti, si tratta di un respiro di sollievo momentaneo: l'intesa manca di contenuti, non entra nei dettagli sulla tempistica e non offre quindi una strada chiara su come e se Washington e Pechino riusciranno a disinnescare una volta per tutte il timore di una guerra di dazi.

"È un time out momentaneo, non c'è alcuna strada definita per un'intesa: restiamo fermi a dazi al 25% su 250 miliardi di dollari di prodotti", afferma Bleakley Advisory Group. Un'opinione condivisa da Eurasia Group, secondo la quale ci sono solo il 45% di chance che un accordo venga siglato quest'anno. I tweet di Donald Trump alimentano le preoccupazioni sull'intesa, che non appare poi così vicina.

"Non c'è fretta", quello che conta è la "qualità dell'accordo", cinguetta il presidente americano. Gli fa eco il suo consigliere alla economico, Larry Kudlow. La tregua "è un passo in avanti" ma "non ci sono promesse e non c'è una tabella di marcia": è giusto dire che il 90% dell'intesa è fatto ma resta il 10% più difficile, spiega Kudlow, precisando che l'apertura di Trump su Huawei - criticata da più parti - non va letta come una grazia o un'amnistia totale. Parole che indicano tempi non brevi e cautela, esponendo la tregua raggiunta a un forte scetticismo.

D'altronde già nei mesi scorsi un accordo sembrava a portata di mano ma è poi naufragato del tutto, facendo tremare le borse mondiali. Il nodo da sciogliere è la proprietà intellettuale, con Pechino che non sembra disposta a rivedere le proprie leggi e cedere alla richiesta americana di aumentare le tutele per le società straniere.

La Cina è consapevole che più passa il tempo più è difficile che Trump possa mantenere la sua promessa di imporre dazi sul resto dei prodotti 'Made in China' importati negli Stati Uniti. Nel 2020 infatti ci sono le elezioni americane e l'economia che gira è una delle poche carte che Trump può giocarsi per convincere gli elettori: imporre nuovi dazi ai cinesi significherebbe invece frenare la locomotiva americana, a prescindere dalla Fed.

Proprio la banca centrale, divenuta di recente il bersaglio preferito del presidente americano, si trova intrappolata nella guerra commerciale di Trump, un'economia mondiale che rallenta e un'inflazione al palo. La tregua raggiunta con la Cina potrebbe allontanare l'ipotesi di un taglio dei tassi d'interesse già in luglio, deludendo i mercati e Trump, che a gran voce chiede una riduzione del costo del denaro. Un taglio che dipende anche dai tweet del presidente.

Potrebbe interessarti anche
Tags
tregua
trump
intesa
dazi
accordo
mercati
cina
presidente
guerra
© Regiopress, All rights reserved