Wawrinka S. (SUI)
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Ultimo aggiornamento: 19.06.2019 20:00
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Economia
22.05.2019 - 21:500

Dopo Kering 'non possiamo escludere altre partenze'

Ma "il nostro territorio conosce un tessuto economico molto diversificato", spiega il direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia Christian Vitta

Quella del gruppo Kering è una decisione che non coglie impreparato il direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia Christian Vitta. Già nel mese di ottobre l’azienda aveva comunicato il trasferimento di 150 dipendenti. Comuni e Cantone avevano quindi già tenuto conto dell’impatto finanziario che avrebbe avuto questo cambio di strategia da parte del gruppo francese. Quella del gruppo Kering è una decisione che non coglie impreparato il direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia Christian Vitta. Già nel mese di ottobre l’azienda aveva comunicato il trasferimento di 150 dipendenti. Comuni e Cantone avevano quindi già tenuto conto dell’impatto finanziario che avrebbe avuto questo cambio di strategia da parte del gruppo francese.

Christian Vitta, è noto che Kering con Luxury goods international, al pari di altre società del settore moda, sia un buon contribuente per il Ticino negli ultimi due decenni. Il Cantone ora si vede costretto a rifare i conti per il prossimo futuro?
A seguito delle precedenti comunicazioni dell’azienda del mese di ottobre dello scorso anno in cui la stessa aveva annunciato l’intenzione di voler trasferire circa 150 dipendenti del gruppo, già si è tenuto conto del possibile impatto sulle finanze cantonali. In questo senso il Cantone non si trova impreparato.

Politicamente c’è chi accusa l’ecces­siva disinvoltura con cui Kering ha usato le normative fiscali svizzere e il sistema ticinese per ottimizzare il carico fiscale. Con la fine dei regimi speciali (era solo una questione di tempo, tra l’altro), dobbiamo attenderci che altre realtà aziendali (non solo della moda) prendano la strada per altri lidi?
In termini generali assistiamo a delle evoluzioni molto rapide dei contesti in cui le aziende si muovono. Questo porta anche le stesse a prendere decisioni di cambiamento delle proprie strategie. Oggi non siamo confrontati solo con una concorrenza fra la Svizzera e i Paesi a noi vicini, ma anche con un’accresciuta concorrenza intercantonale. Per questo motivo non si possono escludere partenze o anche arrivi sul nostro territorio. Prima dell’estate il Governo presenterà la propria riforma fiscale cantonale che fa seguito a quella federale e che dovrà permetterci di rimanere nella media svizzera per quanto riguarda la fiscalità delle aziende, e questo tenendo però anche conto di un equilibrio finanziario dei conti pubblici.

Le dinamiche economiche, come i rivoli d’acqua, trovano altre vie per esprimersi. Il comparto della moda, ritenuto da alcuni studi (Ire e Bak), un metasettore trainante per l’intera economia cantonale, rimane ancora un settore su cui investire risorse pubbliche?
Il settore del tessile e dell’abbigliamento, presente in Ticino dagli anni ‘70 e che ha conosciuto una trasformazione e uno sviluppo negli anni ‘90, è molto eterogeneo al suo interno e rappresenta uno dei tanti settori della realtà economica ticinese. Va infatti ricordato che il nostro territorio conosce un tessuto economico molto diversificato, che permette di rispondere meglio ai cambiamenti strutturali dell’economia. In questo senso è importante continuare a rafforzare la diversificazione della nostra economia, sostenendo anche i settori ad alta capacità innovativa e rivolti al futuro.

Un esempio di alternativa possibile?
Il settore delle scienze della vita che rappresenta un buon tramite tra il mondo della ricerca accademica e le aziende.

In una vita precedente è stato sin­daco di S. Antonino, uno dei Comuni colpiti dalla ristrutturazione di Lgi. Si rimprovera qualcosa?
No, questa azienda è presente in Ticino da oltre 20 anni e ha ampliato la sua attività nel nostro Cantone, decidendo in quel contesto anche di investire nel Comune di S. Antonino. Oggi sono state annunciate delle scelte aziendali che prevedono nei prossimi anni un ridimensionamento dell’attività dell’azienda in Ticino. Seguiremo attentamete l’evolversi di queste scelte.

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