Keystone
Economia
08.05.2019 - 22:050

Gli abbonamenti generali per ora non aumenteranno

Le Ffs smentiscono che sia stata presa una decisione nell’ambito della comunità tariffaria CH Direct. Ci sono più opzioni sul tavolo

Dopo anni senza aumenti sostanziosi dei prezzi dei trasporti pubblici, il cambiamento di orario di fine 2021 potrebbe colpire duramente i viaggiatori che utilizzano il treno. Le aziende di trasporto stanno infatti pensando ad abbonamenti generali più costosi.
“Rispetto al resto dell’offerta dei trasporti pubblici, il prezzo dell’abbonamento generale è relativamente basso e il rapporto prezzo/prestazioni troppo conveniente”, afferma un documento interno di CH Direct, associazione tariffaria nazionale che riunisce circa 250 aziende di trasporto.
Il testo, pubblicato dal bimensile ‘Beobachter’, è datato 6 marzo 2019. Sabine Krähenbühl, portavoce di CH Direct, ha confermato l’autenticità del documento, ma allo stesso tempo lo ha relativizzato, affermando che si tratta solo di una “raccolta di idee”. Insomma, non è chiaro se le aziende di trasporto aumenteranno o meno il costo dei biglietti e in particolare degli abbonamenti.
Il Comitato strategico di CH Direct, assieme con i rappresentanti delle Ffs, della Bls, di Autopostale e delle associazioni regionali dei trasporti, si occuperà presto della questione. “Nulla è stato ancora deciso formalmente”, ha detto Krähenbühl.
L’attenzione è focalizzata sull’abbonamento generale, che secondo il documento interno di CH Direct nel dicembre 2021 potrebbe rincarare del 10%. Invece degli attuali 3’860 franchi, un abbonamento annuale per la seconda classe costerebbe 4’250 franchi.
In un comunicato stampa le Ffs smentiscono di fatto quanto riportato dai media. “Nella strategia dei prezzi e dell’assortimento, il settore dei trasporti pubblici valuta numerosi provvedimenti. Non sono state però prese decisioni”, si legge. Per le Ffs – si continua – è centrale che le tariffe restino stabili. “Se possibile, dovrebbero addirittura ridursi”.
Le Ferrovie federali ricordano come nel limite delle proprie possibilità hanno già ridotto i prezzi. L’offerta dei biglietti risparmio, per esempio, è stata fortemente ampliata.
“Nel solo 2018 – si precisa – grazie ai biglietti risparmio, sono state messe in atto riduzioni di prezzo nell’ordine di 80 milioni di franchi. Per il 2019 sono invece previsti 230 milioni di franchi per migliorare il rapporto qualità-prezzo, di cui 100 milioni di franchi destinati ai biglietti risparmio”. È doveroso precisare che queste offerte si rivolgono a utenti saltuari del trasporto ferroviario attraverso offerte digitali (via app delle Ffs) o l’acquisto di carte giornaliere fortemente scontate presso le cancellerie di molti Comuni svizzeri. Gli utenti fedeli che pagano in anticipo le prestazioni future, gli abbonati per intenderci, di queste offerte hanno beneficiato poco negli ultimi anni. 
Nella documentazione strategica resa nota ieri, il settore ha indicato alcune possibilità che rendano il trasporto pubblico più semplice, attrattivo e conveniente per i clienti. 
Sull’ipotesi di aumentare del 10% il prezzo dell’abbonamento generale, il consigliere nazionale Lorenzo Quadri (Lega) ha interpellato il governo chiedendo lumi su tale strategia e giudicando “insoddisfacente” la qualità del servizio Ffs, “specie sulla linea del S. Gottardo”.

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